Acqua inquinata da Pfas in Veneto: si apre il processo. Le “mamme” tornano a chiedere giustizia
VICENZA. Si aperto giovedì 1 luglio alla Corte D'Assise del Tribunale di Vicenza il maxi processo sull'inquinamento Pfas che interessa tre province venete: Vicenza, Verona e Padova.
Quindici gli imputati che devono rispondere a vario titolo di avvelenamento delle acque, disastro doloso oltre che di inquinamento ambientale e per il fallimento e bancarotta di Miteni spa di Trissino (Vicenza), accuse mosse dai pm pubblici ministeri Hans Roderich Blattner e Barbara De Munari.
Le parti civili costituite durante l'udienza preliminare erano 229, oggi se ne sono aggiunte diverse, 89 in tutto, che fanno salire il numero complessivo a 318. Costituite nel corso della prima udienza di oggi anche tre Ulss: la 8 Berica, la 9 Scaligera e la 6 Euganea con l'avvocato Fabio Pinelli che difende anche Regione e Comune di Trissino.
Il processo si è tenuto in due aule video collegate per far rispettare le distanze tra avvocati e pubblico per esigenze legate all'emergenza sanitaria. Fuori dal palazzo di giustizia si sono riunite con striscioni e volantini alcune associazioni come le "Mamme No Pfas" che sono tornate a chiedere giustizia.