Ivrea, al via il processo per la ricettazione degli oggetti sacri di Sant’Ulderico
IVREA. Si è aperto il processo a Italo Cossavella, noto libraio di Ivrea di 54 anni, e Beppino Checchin, ambulante di San Francesco al Campo 57enne, entrambi accusati di ricettazione per aver acquistato - e, nel caso di Cossavella, anche rivenduto -, oggetti, alcuni sacri, provento dei furti di Raffaele Paonessa nella chiesa di Sant’Ulderico, dove viveva da ospite nella canonica. Si tratta di un numero non meglio precisato durante le indagini di reliquiari, ostensori e libri, inclusi i vecchi registri della chiesa con matrimoni e battesimi. Per i furti Paonessa è stato già condannato in appello alla pena di un anno e 4 mesi.
Per Checchin l’avvocato Gianluca Vallero del foro di Torino ha fatto domanda di messa alla prova, l’istituto che prevede la sospensione del procedimento, in cambio di lavori di pubblica utilità e di condotte riparative nei confronti della collettività, più il pieno risarcimento del danno. Per quest’ultimo Vallero ha proposto all’avvocato di parte civile, Andrea Castelnuovo del foro di Torino che difende gli interessi della parrocchia Santa Maria Assunta di Ivrea, la cifra di 500 euro. Il legale della chiesa, però, ha già spiegato in udienza di non ritenere l’importo sufficiente.
Cossavella, invece, che ha sempre sostenuto di aver acquistato e rivenduto quegli oggetti in assoluta buona fede, e ha scelto, tramite il suo avvocato Alessandro Raucci del foro di Ivrea, la via del rito ordinario. Anche qui le parti stanno trattando per un adeguato risarcimento alla parrocchia di Santa Maria Assunta, perché ritiri la costituzione di parte civile.
Durante il processo all’autore dei furti, Raffaele Paonessa, l’avvocato Castelnuovo aveva dichiarato di attendere «con ansia che la procura faccia partire i processi contro i ricettatori e gli incauti acquirenti». Paonessa era stato condannato alla pena di due anni e due mesi in primo grado (ridotta in appello) dalla giudice Elena Stoppini. L’uomo era accusato di aver rubato 47 tra oggetti sacri, libri e alcune reliquie nella chiesa di Sant’Ulderico, a Ivrea, tra novembre 2019 e gennaio 2020, con l’aggravante di aver abusato della relazione di ospitalità che si era instaurata.