Fra ampliamento a Est e ambiente Lubiana prende la presidenza dell’Ue
TRIESTE. Molti dossier che scottano saranno da oggi 1 luglio l’eredità che la Slovenia riceve dal Portogallo nel passaggio di consegne alla presidenza di turno dell’Unione europea. A Brdo pri Kranju, in quella che fu la tenuta di caccia di Tito, si incontrano la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il premier della Slovenia Janez Janša. I commissari Ue invece contemporaneamente si riuniranno, sempre a Brdo, con i ministri dell’esecutivo sloveno per discutere il lavoro da svolgere assieme.
Il primo dossier molto complesso è quello che riguarda l’ampliamento dell’Unione europea nei Balcani occidentali. Su tale tema si terrà il 6 ottobre prossimo in Slovenia il vertice Ue-Balcani occidentali destinato a riproporre con forza il tema dell'allargamento dell'Unione e la prospettiva di integrazione europea della regione. Ne ha dato notizia il governo di Lubiana alla vigilia dell'avvio odierno della presidenza della Ue. L'allargamento, ha confermato il governo, sarà una delle priorità principali del semestre di presidenza, unitamente alla ripresa economica nel dopo pandemia e al rafforzamento delle strutture e istituzioni comunitarie. In vista della cerimonia ufficiale di avvio della presidenza di oggi, il premier conservatore sloveno Janez Janša ha incontrato ieri, proprio a Brdo pri Kranju, gli ambasciatori dei Paesi membri dell'Unione ai quali ha illustrato il programma e le priorità della presidenza Ue. Lubiana, secondo fonti diplomatiche, cercherà di raggiungere una svolta prima di settembre sulla questione dei negoziati di adesione con la Macedonia del Nord e l'Albania, in quanto ciò garantirebbe una migliore atmosfera del vertice di ottobre. Tuttavia, si è consapevoli che per cancellare il veto di Sofia all’adesione di Skopje dovuta a motivi storici e di lingua, si dovranno prima aspettare le elezioni parlamentari in Bulgaria. Non è chiaro invece in questo momento quale approccio prenderà la Presidenza slovena sull’ingresso nell’Area Schengen di Croazia, Bulgaria e Romania, tuttavia c'è interesse a fare progressi anche su questo tema con la Slovenia che ha “sdoganato” la Croazia nonostante il contenzioso ancora aperto tra i due Paesi sui confini marittimi e terrestri.
Per quanto concerne il caso di Polonia e Ungheria accusate di violare lo stato di diritto dall’Ue e l'applicazione del regolamento sulla condizionalità dei fondi europei, precisa la posizione di Lubiana: prima dovrebbe essere attesa la decisione della Corte di giustizia Ue in merito alle accuse a Budapest e Varsavia, e forse non ci sarà più tempo durante la presidenza slovena per affrontare questo problema che imbarazzerebbe non poco la Slovenia vista la liason tra i due premier Janez Janša e Viktor Orban. La presidenza slovena attende la proposta della Commissione Ue per il 14 luglio relativamente all'impegnativo pacchetto legislativo di misure per ridurre le emissioni di almeno il 55 per cento entro il 2030, meglio conosciuto con il nome inglese Fit for 55 (Ready for 55), che, secondo fonti diplomatiche slovene, scatenerà un vero tsunami legislativo. E c’è sul tavolo la rotta balcanica dei migranti con la relativa tratta di esseri umani.
La Presidenza slovena si occuperà di circa 150 dossier. Si sta tornando alla normalità per quanto riguarda la possibilità di ritrovarsi in presenza. Lubiana sta pianificando 45 incontri a livello ministeriale e circa 1.600 incontri di lavoro, principalmente a Bruxelles. Si prevede che fino a 15.000 persone saranno ospitate in Slovenia.