La manovra della Regione raddoppia e arriva a 360 milioni «Ora misure anticrisi»
Ad ogni manovra di bilancio spuntano i fondi che non ti aspetti, ma quelli dell’assestamento estivo sono così cospicui che il volume dell’intervento addirittura raddoppia. L’assessore al Bilancio Barbara Zilli sta lavorando ai dettagli, ma conferma le indiscrezioni che nella mattinata di ieri hanno cominciato a circolare sulla possibilità che l’assestamento passi dagli attuali 150 a 360 milioni, con un aumento di 210 milioni rispetto alla bozza licenziata nei giorni scorsi.
Le voci e la conferma
Nell’ultima riunione con i capigruppo di maggioranza di due settimane fa, Zilli aveva comunicato la possibilità di una crescita delle disponibilità, che ora si manifesta in oltre 200 milioni, derivanti dal cosiddetto avanzo di amministrazione. La cifre in gioco sono molto maggiori di quelle del difficile 2020, quando l’assestamento si fermò a 40 milioni e quello autunnale sfruttò 125 milioni derivanti in buona parte proprio dall’avanzo di amministrazione dell’anno precedente.
Le regole della finanza pubblica impongono che le risorse provenienti da questa voce siano impiegate in investimenti pluriennali o iniziative una tantum, senza cioè andare a ingrossare la spesa corrente. La giunta Fedriga sta facendo le sue valutazioni sull’impiego dei fondi e l’assessore intanto ne conferma l’esistenza: «L’avanzo di amministrazione è stato ottimo – dice Zilli – grazie a rientri, maggiori efficienze di spesa e smobilitazione di fondi accantonati». Si tratta di risorse non spese in passato per varie ragioni e Zilli assicura che «saranno utili per sostenere il rilancio post pandemia e gli investimenti sia pubblici che privati». L’assessore non scopre tuttavia le carte sull’impiego che verrà fatto delle nuove disponibilità: «Sono decisioni che prenderemo su indicazione del presidente Fedriga, assieme a tutti i componenti della giunta». Ma c’è da scommettere che, davanti all’importante iniezione, la giunta dovrà confrontarsi anche con le richieste provenienti dai consiglieri regionali.
I prossimi passi
Qualche novità sull’utilizzo dei 210 milioni aggiuntivi potrebbe arrivare già giovedì 8, quando si terrà una riunione straordinaria della giunta fissata da tempo per dare il via a una serie di emendamenti al testo proposti dall’esecutivo e quindi blindati. Alcune misure caratterizzanti potranno uscire da lì, ma dall’entourage del governatore filtra che la riflessione sull’utilizzo dei nuovi fondi richiederà tempo. C’è da aspettarsi che lo stanziamento delle poste più importanti avvenga nei giorni della discussione del ddl in Consiglio regionale, prevista come sempre per fine luglio. Fedriga e il resto degli assessori valuteranno i filoni su cui intervenire e già si parla di un provvedimento chiave che potrebbe assorbire una quota significativa del fondo. Le linee di intervento sono comunque abbozzate e mirate a sostenere il sistema produttivo, attrarre investimenti e agevolare le aziende.
I Comuni
Da definire ci sarà anche un’altra partita, legata al rapporto fra Regioni e Comuni. Degli oltre 300 milioni di mutui deliberati a dicembre dalla legge di stabilità per finanziare un ampio piano di investimenti infrastrutturali, la giunta ha accantonato 50 milioni da spendere per progetti di valenza sovracomunale da pagare con il ricorso all’indebitamento. L’assestamento definirà quasi certamente le proposte, che si aggiungeranno alle normali concertazioni fra Regione e Comuni, che nel prossimo triennio varranno 162 milioni e che saranno anch’esse dettagliate nella manovrina.
Le certezze
Fino a ieri l’assestamento pesava qualcosa più di 150 milioni. In attesa di conoscere l’impiego dei 210 milioni ulteriori, la misura di maggior spicco è costituita dai 40 milioni finalizzati a dimezzare la lunga lista d’attesa di oltre 7 mila famiglie che aspettano di ricevere il contributo per l’acquisto della prima casa. La coda si è allungata da quando la giunta ha aperto il contributo anche a chi compra senza dover ristrutturare e ora si corre ai ripari per coprire i circa 90 milioni di euro di domande arretrate. Il testo prevede inoltre 21 milioni per il sistema sanitario regionale, con l’obiettivo di varare un piano per il recupero delle liste d’attesa allungatesi nell’emergenza Covid. La giunta dovrebbe approvare le linee d’azione su questo fronte già venerdì.
Fra le altre poste, si annoverano i 3,5 milioni che portano a 9 milioni il fondo a favore dei risparmiatori colpiti dai crack delle Coop di Trieste e della Carnia, creato nel corso della legislatura dalla giunta, che si impegna a mettere in campo entro l’anno le regole per l’accesso ai ristori. Sul fronte delle attività produttive e del lavoro si contano ancora i 5 milioni di aiuti al comparto turistico e i 3 milioni per le politiche attive. Al momento la giunta non ha ancora inserito nello schema di legge la trentina di milioni necessaria per la liquidazione del Consorzio industriale Aussa Corno: risorse che ora esistono grazie al tesoretto.