Covid, in regione sono duemila i sanitari non ancora vaccinati. L’appello di Riccardi
Calano, ma non come la Regione vorrebbe. L’aggiornamento di fine giugno dei non vaccinati nel sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia parla di 1.998 mancanti all’appello. Un dato al ribasso rispetto ai 3.500 di inizio maggio e ai 2.461 di fine maggio, ma ancora appunto troppo alto se si tiene conto che si parla di addetti non amministrativi, e dunque soprattutto di infermieri e operatori socio sanitari, i più a contatto con i pazienti Covid.
Nel dettaglio della tabella fornita dal vicepresidente Riccardo Riccardi, in Asugi si è passati in un mese da 961 a 769 operatori non vaccinati (-192). Solo un passo, ma non può bastare. «Sono ancora troppi – ribadisce una volta ancora Riccardi –. Si tratta di continuare a fare appello a procedere alla somministrazione nel Ssr, determinante come può essere la patente per un autista».
Dopo di che ci sono valutazioni diverse perché non tutti i duemila sono no vax. «In quella cifra c’è senz’altro una parte di sanitari che non possono vaccinarsi per questioni di salute – precisa il vicepresidente –. Altra cosa sono invece gli operatori che non si vaccinano per scelta e quelli che, approfittando delle norme nazionali, sperano di poter essere trasferiti di reparto. Parliamo di persone che determinano un impatto negativo sul sistema, posto che non è possibile una loro sostituzione in corsia in assenza di disponibilità alternative».
Più in generale, nell’ambito di una campagna che ieri pomeriggio ha toccato il 1.043.761 dosi somministrate – di cui 672.725 prime dosi e monodosi, a coprire il 56% della popolazione, e 371.036 seconde dosi, 31% –, le operazioni, pur scontando un’adesione che come ormai consolidato è meno alta che in varie altre regioni, procedono secondo programma. In Friuli Venezia Giulia, garantisce nuovamente Riccardi, non sono attese ripercussioni per il previsto calo di consegne. Oggi è il giorno di un vertice sui tagli del generale Figliuolo con i presidenti di Regione, ma Riccardi rimanda le preoccupazioni, eventualmente, ad agosto: «A luglio nessun appuntamento preso verrà rimodulato, né ci saranno allungamenti nei tempi delle prenotazioni. Per il prossimo mese si faranno le opportune valutazioni sulla base delle forniture».
Tra l’8 e il 9 luglio, informa ancora la Regione, inizieranno le vaccinazioni del personale Fincantieri e dell'indotto che ha aderito alla campagna. A ieri erano state calendarizzate 600 persone alle quali verrà somministrato Pfizer o Moderna. Le sessioni, realizzate anche con la collaborazione della Croce Rossa, si terranno nello stabilimento di Monfalcone per due giorni a settimana, con la previsione di concludere il primo ciclo entro metà agosto.
La pandemia (106.942 le persone che hanno sin qui contratto il virus) registra intanto sulle 24 ore 12 nuovi contagi da tampone molecolare (su 4.040, 0,30%), mentre non sono emersi positivi da 1.104 test rapidi antigenici. Delle 12 nuove infezioni, sette (quattro a Trieste, tre a Gorizia) si riferiscono alla popolazione migrante, un fenomeno costante da quasi un mese, ma i numeri rimangono comunque bassi, per un’incidenza di non più di 8 casi settimanali ogni 100.000 abitanti, dato che rimane ampiamente sotto la soglia dei 50 che separa le misure della zona bianca da quelle della zona arancione.
Un’altra buona notizia, oltre all’assenza di decessi, è la riduzione delle ospedalizzazioni. Per il nono giorno consecutivo non vengono comunicati pazienti in terapia intensiva e sono otto quelli ricoverati nelle aree mediche a media e bassa intensità.