Dopo 15 mesi di malati Covid, a Pistoia reparto ospedaliero torna alla normalità
Pistoia. Importante passo avanti verso il ritorno alla normalità pre-Covid all’ospedale San Jacopo di Pistoia. I venti posti letto del reparto di Osservazione breve intensiva (in sigla, Obi) sono tornati ad essere a disposizione dell’Area medicina d’urgenza e pronto soccorso dell’ospedale pistoiese.
Lo ha reso noto il direttore della struttura, dottor Andrea Cai, con una nota stampa. «In queste ultime settimane – spiega – si è verificato un netto e progressivo calo dei pazienti sospetti Covid19. Il flusso in entrata si è ridotto a circa cinque ingressi giornalieri contro la media del periodo di emergenza che era arrivata anche fino ad un massimo di 23 casi al giorno. E questo calo della pressione ci ha consentito di liberare il reparto, che adesso è ritornato alle sue normali funzioni: quelle del ricovero dei pazienti che devono proseguire gli approfondimenti diagnostici e le terapie, effettuati al massimo entro 48 ore, prima di far decidere ai sanitari se il paziente può essere dimesso o deve essere ricoverato nel reparto di destinazione in relazione alla patologia da trattare».
Nei posti letto di Obi possono essere ospitati anche i pazienti che sono in attesa di un posto letto nei reparti di degenza, per garantire loro un miglior comfort.
L’Osservazione breve intensiva è uno dei reparti simbolo della pandemia: per quindici mesi ha ricoverato quasi esclusivamente pazienti Covid-19 positivi o con il forte sospetto di infezione. Nella rimodulazione degli spazi all’interno del presidio ospedaliero pistoiese, con la netta separazione tra i percorsi cosiddetti “sporchi” e “puliti”, si era arrivati fino ad una disponibilità di 45 posti solo per i pazienti positivi e/o sospetti Covid.
«In quei mesi – racconta la dottoressa Lucilla Di Renzo – direttore sanitario del presidio ospedaliero pistoiese – è stato necessario accogliere e ricoverare il maggior numero di persone possibile e contestualmente garantire ai pazienti non affetti da Covid-19 il necessario distanziamento e la sicurezza. La riorganizzazione degli spazi, spesso attuata in tempo reale nei momenti di iperafflusso, è stata possibile grazie alla disponibilità di una struttura moderna e flessibile come il nostro ospedale, costruito sulla base di uno spunto di progetto funzionale a dare risposte rapide anche alle emergenze».
Una qualità, questa della “modularità” dell’ospedale San Jacopo, che era già stata sottolineata con soddisfazione dai sanitari la scorsa estate.
«Le diverse e immediate riorganizzazioni interne, strutturali ed organizzative, – prosegue la dottoressa Di Renzo – ci hanno consentito, via via, di aumentare la capacità ricettiva all’interno dell’area della medicina d’urgenza e pronto soccorso».
Era dal marzo del 2020 che il personale del pronto soccorso gestiva continuativamente gli accesi da Covid-19: nel primo trimestre, dal marzo al maggio dello stesso anno, la media è stata di 400 accessi mensili. Nel successivo trimestre si era scesi a circa 300. Nella seconda ondata dell’epidemia, da ottobre 2020 a marzo 2021, si è arrivati anche a punte di 700 ingressi mensili.
Conclude il dottor Andrea Cai: «Auspichiamo che arrivi un’estate di normalità e che tale condizione possa perdurare anche nel futuro per il bene di tutti. Nell’occasione ringrazio tutto il personale del pronto soccorso per l’impegno straordinario dedicato ai pazienti, senza mai risparmiarsi. E ringrazio la solidarietà di tutta la nostra comunità per la vicinanza dimostrata nei mesi più difficili». —
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