Serinper, quella telefonata in cui il sindaco Persiani raccomanda una ragazza
MASSA. L’inchiesta Serinper ha fin da subito aperto due importanti (ma distinti) filoni di indagini: quello sui maltrattamenti dei minori all’interno delle case-famiglia gestite dalla cooperativa e quello sul traffico di influenze illecite, ovvero le assunzioni che alcuni politici, dipendenti pubblici, giudici e rappresentanti dell’azienda sanitaria chiedevano per parenti, amici o conoscenti, in cambio di piaceri da restituire alla Serinper, in materia di agevolazioni, accreditamenti, autorizzazioni, aperture di nuovi locali. Il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti, ad esempio, è tra i politici indagati per traffico di influenze illecite, per aver raccomandato alla Serinper il curriculum di una sua conoscente. Oggi, dalle carte della Procura, spunta un’identica richiesta dal sindaco di Massa Francesco Persiani.
È il 1 luglio del 2019: «Scusa il disturbo - dice Persiani al telefono con Alessio Zoppi- è una telefonata di lavoro, diciamo così. Sono qui con il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, lo conosci? Ha letto l’articolo in cui cercavate personale e mi segnalava una ragazza che ha un curriculum interessante. Te lo posso mandare? Guarda, io non la conosco ma mi dicono che è volenterosa... mi fido del collega, che so è una persona tutta d’un pezzo, quindi se me lo dice lui è come se te lo dicessi io. È di estrema fiducia, poi chiaramente ogni valutazione è vostra. Questa è... come dire...un’indicazione che vi può magari essere utile, visto che avete necessità. Ti mando su whatsapp il nome e il cellulare... così la chiami appena potete... in settimana... ».
«Diamine- risponde Alessio Zoppi- sì sì, mandamelo...assolutamente, volentieri, me lo segno subito per lunedì». Secondo gli inquirenti si tratta di una telefonata «ineccepibile» in cui Persiani raccomanda, anche se a nome del sindaco di Tresana, una giovane volenterosa all’amico Zoppi. Il fatto che poter fare un piacere al sindaco susciti soddisfazione nel titolare della coop, gli inquirenti lo evincono dalla telefonata tra Zoppi e il socio Enrico Benassi (entrambi ai domiciliari dopo l’inchiesta), durante la quale i due ironizzano sulle numerose «assunzioni di persone segnalate da terzi». Come quando Stefano Benedetti chiese l’assunzione di Giorgia Garau: «È venuto a bussare alla fine - dice Benassi parlando con Zoppi - almeno ho fatto bella figura con il luogotenente». --
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