Venerus, il tocco magico
Questo articolo è pubblicato sul numero 26/27 di Vanity Fair in edicola fino al 6 luglio 2021
Venerus non è un nome d’arte. Anzi, sì. Andrea, quando ha deciso di essere un artista, ha preso quel suo cognome sibilante e così allusivo e con un incantesimo l’ha trasformato in un alter ego da sala d’incisione, misterioso e ammaliante. Un uomo venuto dallo spazio, come Ziggy Stardust. O Mork. Il protagonista di una fiaba, forse un po’ inquietante. Un elfo. Uno stregone buono. Una creatura fantastica. Un pifferaio magico. In ogni caso, un unicum nel panorama musicale italiano.
Un nome con dentro l’idea di un pianeta, della dea Venere, dell’amore, della bellezza.
«Sono quelle cose che ti cadono addosso, ma che stranamente ti rispecchiano appieno».
Da bambino come conviveva con un cognome così strano?
«Viene dai contadini delle montagne friulane. Mio padre è di lì. Da piccolo mi faceva sentire straniero, in un certo senso. Forse il cognome ha contribuito a questo mio percepirmi sempre lievemente dissociato, sempre un po’ diverso».
Dissociato?
«Da un certo punto di vista sono cresciuto e maturato presto, ma dall’altro sono rimasto mega bambino. E poi, fin da piccolo, non ho mai sentito di appartenere a nessun gruppo, ho sempre vissuto una sorta di asocialità, un sentimento di non corrispondenza. Quando c’era un “noi”, avvertivo subito il bisogno di autoescludermi. Per sentirmi libero».
Si sente ancora bambino, oggi?
«Sono sempre a quel punto lì, un po’ in bilico.Ma non che abbia sdoppiamenti di personalità. Faccio piani per il futuro, non mi spaventa l’idea di farmi una famiglia. Ma di indole resto bambino. Lo stupore mi appartiene: mi metti al parco e sono a posto. E poi non riesco a fare ciò che non mi va».
Lo si percepisce dal suo primo disco, Magica musica. Impossibile incasellarlo.
«La categorizzazione è sfuggita completamente di mano alla società. I generi musicali servono solo ai negozi di dischi per disporli sui ripiani. Non è vero che ti piace un genere; ti piace un artista che fa una musica precisa».
È stato definito la «grande novità della musica italiana». Concorda?
«Più per il metodo che per il risultato. I miei pezzi sono diversi fra di loro, anche se coerenti. Sarebbe bello dire che sono tutti musicalmente nuovi, ma sarebbe anche inverosimile. Credo di essere nuovo perché non lavoro in funzione della macchina discografica. C’è un calcare in quei condizionamenti che voglio disincrostare».
La sua scrittura musicale richiede tempi lunghi: un limite o una caratteristica?
«Entrambi. Posso fare musica ogni giorno, se voglio. Ma fare una canzone è molto più complicato di fare musica. Non sempre i miei pensieri sentono la necessità di sfociare in una canzone. Alle volte sì, invece, ma evidentemente non sono pronto, e allora ci lotto per giorni. Un po’ come andare a pesca d’altura».
Mentre c’è chi fa pesca a strascico.
«Non voglio inquinare, io».
Perché Magica musica e non Musica magica?
«Perché Musica magica sarebbe stata una descrizione, mentre Magica musica è un incantesimo».
Magia bianca, o anche nera?
«La magia è della musica, non della mia musica. Ma le sensazioni sono sempre positive. Il suo è un potere soprannaturale: unisce le persone in un sentimento collettivo, cosa che la società non sa fare. Ascoltavo Miles Davis, ieri. Non era sicuramente un santo, forse era anche una persona di merda, ma la sua musica è di certo magica».
Lei si sente più santo o persona di merda?
«Eh, boh. Sto a metà strada, come tutti. Chi lavora su di sé, compie un percorso ascetico. Quindi credo di essere dalla parte della santità. Ha notato che ci sono sempre meno nuovi santi? Io sono una novità…».
Potrebbe essere il primo cantante santo.
«Secolare, sicuramente».
La sua musica viene spesso definita onirica. Sogna molto? Ricorda i suoi sogni?
«Di brutto. Sono opere d’arte subconsce. Se potessi averne il file, sentirei meno la necessità di fare musica».
Ha lanciato il suo disco mandando nello spazio una sonda, con allegata la frase: «In cerca di nuove forme d’amore nell’universo». Non bastavano quelle che ci sono sulla Terra?
«Bastano, bastano: io sono felice, personalmente, da questo punto di vista. Ma ho immaginato che il disco venisse ascoltato da qualcuno venuto dallo spazio: volevo che ci fosse un messaggio di apertura».
Scommetto che da piccolo voleva fare l’astronauta.
«In realtà sì. Ho ragionato molto su di me, su quanto ridimensioniamo i nostri sogni per i limiti che ci pone la società. Io non ho messo via il sogno di volare nell’universo, ma ho capito che mi interessava in modo più intenso qualcos’altro».
Ha dichiarato che l’Lsd è stato fondamentale nella sua crescita. L’Lsd è una droga…
«Di più i funghi. La psilocibina è una sostanza che, assunta consapevolmente, ha degli aspetti positivi sulla psicologia, sul funzionamento del cervello. Mi ha permesso esperienze e regalato prospettive mentali illuminanti. Non mi interessava l’aspetto “sballone”. Dagli anni ’60 l’informazione sugli psichedelici è diventata tabù; non si poteva nemmeno fare ricerca. Mai successo prima nella storia dell’uomo. Strano».
Ha ricevuto critiche molto positive per questo suo primo lavoro. Adesso dovrà tenere alta l’asticella per il secondo, quando verrà.
«Quando faccio la musica, il mio metro di paragone è la musica stessa, non il pubblico. Certo, lo sai che il disco non è per te e basta; ma il processo creativo, quello sì. Con la consapevolezza che, poi, quella musica non ti apparterrà più. Come succede coi figli. E se il primo figlio viene bello, dovresti avere paura di fare il secondo temendo che venga brutto? Che dice, regge il paragone?».
Ha dichiarato di avere una visione spirituale, panteistica della vita.
«Sono cresciuto in una famiglia molto cattolica, la religiosità più schematica l’ho già vissuta nell’infanzia. Ma nel cattolicesimo non ho trovato pace interiore, quiete, risposta. Che è poi quello a cui anela la ricerca interiore. Le ho trovate crescendo, pensando, isolandomi nella natura, dedicandomi alle cose che amo, agli altri. Ma non sento il bisogno di dare un nome a questa ricerca».
In Ogni pensiero vola scrive: «E a volte sento tutto attorno un po’ strano, chissà se qualcun altro è fatto così». L’ha trovato, qualcun altro fatto così?
«Sì, sono le persone che ho attorno, con le quali ho un dialogo vero, quelle che mi tengo strette. Ma è giusto cantare della domanda, anche se la risposta ce l’hai già. Perché la risposta arriva da fuori. Ma la domanda sei tu».
Venerus sarà in tour con Magica musica tutta l’estate. Queste le date:
01/07/2021 NICHELINO (TO), Stupinigi Sonic Park
04/07/2021 FERRARA, Ferrara Sotto le Stelle – SOLD OUT
10/07/2021 ROMA, Cavea Auditorium Parco della Musica – SOLD OUT
13/07/2021 PISTOIA, Pistoia Blues – Storytellers – SOLD OUT
20/07/2021 SARZANA (SP), Moonland
23/07/2021 MELPIGNANO (LE), SEI Festival
24/07/2021 MINERVINO MURGE (BAT), Locus Festival Preview – SOLD OUT
25/07/2021 MARINA DI CAMEROTA (SA), Meeting del Mare
29/07/2021 MILANO, Mi Ami Mi Manchi – Castello Sforzesco – SOLD OUT
01/08/2021 SIRACUSA, Ortigia Sound System
06/08/2021 JESOLO, Suonica Festival
07/08/2021 CESENA, A Cielo Aperto
13/08/2021 MAIDA (CZ), Color Fest
25/08/2021 SERVIGLIANO (FM), No Sound Urban Fest
27/08/2021 GALZIGNANO TERME (PD), Anfiteatro del Venda
26/08/2021 EMPOLI, Beat Garden
03/09/2021 BERGAMO, Spazio Polaresco
08/09/2021 ACQUAVIVA (SI), Live Rock Festival
12/09/2021 BOLOGNA, Arena Puccini
Servizio Gaia Fraschini.
Foto Cosimo Buccolieri.
Ha collaborato Greta Tedeschi.
Grooming Serena Congiu@Blend using Mac Cosmetics.
Nella foto in alto: camicia-kimono, Kenzo.
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