Spal Primavera ko. Il sogno playoff svanisce a Empoli
FERRARA. Niente da fare. L’Empoli si conferma senza dubbio la bestia nera stagionale della Spal. Il terzo ko in altrettante uscite giocate contro gli azzurri significa controsorpasso all’ultima curva e partecipazione alle finali scudetto per i toscani. La Spal chiude al settimo posto un’annata giocata in maniera straordinaria e al di sopra di ogni aspettativa, anche se ovviamente la “finale” persa sul più bello toglierà il sonno per più di una notte al giovane universo spallino.
MATCH CLOU
La tensione al Centro Sportivo “Monteboro” è palpabile sin dalla fase di attivazione fisica. Per le due squadre è una giornata decisiva e la concentrazione rischia di esser superata dalle emozioni. Il caldo è testimoniato dagli oltre trenta gradi percepiti, ma una leggera velatura del cielo e un’altrettanto leggera brezza rendono meno infernale il contesto dello stretto sintetico sui cui l’Empoli gioca le sue partite interne.
Mister Scurto sceglie inizialmente di posizionare Campagna a supporto di Moro e Seck anche per disturbare il regista locale ma a metà della prima frazione il ragazzo dovrà abbandonare la contesa (dentro Mamas) in barella per un colpo subìto. Per il resto Peda recupera dal primo minuto e si va a piazzare nella consueta retroguardia vista nelle ultime partite. Confermati gli altri interpreti di qualità nella linea di centrocampo.
RITMO TOSCANO
In avvio l’Empoli mette pressione ai biancazzurri – ieri con la divisa rossa – rendendo impossibile la costruzione della manovra. Il pressing dei locali è asfissiante e anche il pubblico tenta di spingere gli azzurri (e di mettere pressione all’arbitro).
Il giro palla della Spal è onestamente poco ordinato sin dal principio e lo sarà fino alla fine. Baldanzi – assoluto Mvp – porta due pericoli verso l’area estense: prima reclamando un rigore (giusto non darlo), poi conquistando una punizione dal limite calciata alta da Asslani. Superata la mezz’ora cambia lo scenario del pomeriggio, perché l’Empoli passa in vantaggio con un inserimento ben eseguito da Belardinelli che riesce a infilare Galeotti sfruttando al meglio la giocata di Lipari. I toscani superano la Spal in classifica ma col pareggio tutto sarebbe respinto. Serve una reazione. Gli ospiti provano a prendersi il finale della prima frazione rendendosi pericolosi con un sinistro di Yabre ma rischiando sul capovolgimento seguente (bravo Galeotti su Ekong).
ESULTANO LORO
A inizio ripresa Scurto lancia Carrà ridisegnando ulteriormente la squadra. Si lotta su ogni pallone e i colpi tra i protagonisti in campo non si risparmiano. La Spal soffre ma a mezz’ora dal termine si ritrova la grossa occasione per pareggiare: Seck spezza le squadre, Ellertsson la muove sul perimetro, Yabre è lucido a servire Moro che clamorosamente calcia debolmente di sinistro da posizione ghiotta.
Ora la Spal preme veramente dando l’illusione di poter colpire ma nel momento più positivo arriva il gol dell’Empoli in contropiede con Ekong che pulisce una grande azione del solito Baldanzi. La missione diventa ancor più complicata, anche perché tra un cambio e l’altro il cronometro scorre in maniera inesorabile. Ci si mette pure la traversa a resoingere una buona punizione mancina dell’estone Tunjov. Ma il conto dei legni si aggiorna immediatamente in parità visto il palo di Degli Innocenti arrivato su un piazzato apparentemente innocuo. A meno di dieci dalla fine Baldanzi sentenzia il match con una grandissima giocata personale sulla quale nemmeno Galeotti (l’unico sufficiente della Spal) può far qualcosa.
Nel finale Hvalic nega il gol a un Seck complessivamente deludente ed al triplice fischio la festa viene celebrata sul campo dai padroni di casa, mentre i visi tirati, delusi e in lacrime dei calciatori spallini e di mister Scurto non negano comunque qualche bella scena di fair play con l’augurio sportivo agli avversari che andranno ad affrontare il playoff che avrà sede a Sassuolo. —
Alessio Duatti
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