È una favolosa Old Wild West, parte male ma poi doma Scafati: giocherà la finale con Napoli
UDINE. Finale, meritata, sudata, meravigliosamente sudata contro Scafati quasi inaffondabile. Quasi. L’Apu Old Wild West scrive un pezzo di storia, vince 73-70 e va in finale con Napoli. Comunque vada ha fatto una stagione travagliata ma meravigliosamente bella. E se Sacripanti&co pensano di aver già vinto, temiamo si sbaglino di grosso.
Eccola la partita, no eccola la battaglia. “Udine, Udine”, “tutto il Carnera”, canta il Settore D tornato in curva e i decibel sono elevanti e non solo per la musica da disco del prepartita, ma anche per trombette (odiose) stile Taliercio a Mestre. Parte la rumba di gara 5. Boniciolli ripropone Mobio (bravo) al posto di Deangeli, Finelli dall’altra parte sceglie i centimetri di Cervi.
L’agonismo in campo è pazzesco, Udine nel primo sbaglia anche i tiri “facili” schiacciata dalla pressione. Gaines sbaglia una tripla, non due, Sergio segna, Palumbo pure, l’Apu invece fa zero su otto da tre: serve aggiungere altro? In parterre il vice di Djordjevic, il neo campione d’Italia con la Virtus Goran Bjedov trepida perché vive a Tricesimo e tifa Apu, ma vede Scafati scappare avanti dopo 10’: 10-19. E poteva andare peggio.
Udine lotta alla grande, ma deve inseguire. E poi i campani picchiano a dovere Johnson. Signori arbitri, c’è un regolamento, i contatti si fischiano sennò è wrestling, e lo scriveremmo anche a parti invertite. Serve una svolta.
Con Schina, 20 anni, in regia, una gran difesa, e ancora una volta uno strepitoso capitan Antonutti l’Apu si mette ritmo portandosi dietro tutto il resto, dall’ultimo spettatore al custode del palazzo: 18-19. E stavolta è Finelli a volerci parlare su. Niente.
Pellegrino schiacciata, stoppa, ruggisce e mette in ritmo anche i seggiolini del vicino stadio Friuli, sì Friuli come il suo popolo. Pertica Cervi, misterioso protagonista pochi anni fa d’una finale scudetto con Reggio, è spettatore non pagante. Primo vantaggio: 22-19. Gaines fa il Gaines e aiuta i suoi a ripartire.
L’Apu ha reagito, ma per provare a vincere deve ritrovare il tiro da fuori. Per fortuna la sirena della prima tripla, accolta da un palazzo come una liberazione, mette in ritmo DJ dopo 16’ di gioco e dieci tiri sul ferro. Scafati non riesce a spostare sotto canestro come in Campania eppur trova le triple di Palumbo e Gaines. Big Pellegrino?
Stoppa Gaines, gli arbitri gli fischiano fallo, DJ accanto scuote la testa, come dire: “e a me di là?”. Metà partita 39-38 Apu, in un clima infuocato. Anche perché al Carnera tra i 5 milioni buttati per la ristrutturazione figurarsi se almeno hanno messo l’aria condizionata, che ormai c’è anche nei palasport dell’Uzbekistan.
L’Apu riparte e deve migliorare il 2 su 13 da tre. DJ shakera, con Sergio che lo segue ovunque, lo ubriaca e segna, Mian fa a botte con Thomas e fa il terzo fallo. Equilibrio, errori, agonismo, tuffi (Giuri e Nobile alla Cagnotto). Poi DJ (alla fine 24 punti), che qualche “fenomeno” aveva pure criticato sui social, mette una tripla con fallo: 47-41 a metà quarto. Primo allunghino, niente di che, ma con una cosa che ai campani rischia di essere indigesta: il ritmo.
Quando può (San prof Sepulcri) Udine corre. Gaines e Thomas non ci stanno. L’Apu, con un Foulland solido e Schina formato veterano (Amato, acciaccato, non ce la fa), va all’ultimo intervallo con un tesoretto di 5 punti: 57-52. Quando Benvenuti sbaglia l’insbagliabile e Mian fa suonare la sirena col 66-57 a 6’26” dalla fine sembra la volta buona.
No, Scafati è lì: 6-0 di parziale 66-63 a 4’30”dalla fine. Boniciolli deve parlarci su: è il momento decisivo. Foulland fa un gancetto al bacio, Gaines si supera due volte. E i deboli di cuore sono pregati di uscire: 68-66 Apu a meno 2’55”. Giuri ha il cuore saldo, anche Gaines: 70-60 a 2’ dalla fine.
I campani sbagliano due triple per il sorpasso, Giuri a 21” dalla fine in un Carnera ammutolito prende forse i due tiri liberi della finale. E ne segna uno. Boniciolli sceglie di difendere, Thomas segna subito. Udine attacca a 16” dalla fine. Giuri torna il lunetta, stavolta non sbaglia. Scafati sì: tripudio. E da domenica via a Napoli. Mica è finita. —