Pavia in zona bianca ma la piscina di via Folperti resta chiusa tutta l’estate
La Lombardia ha raggiunto l’agognata zona bianca, ma la piscina coperta di via Folperti rimarrà chiusa tutta l’estate, nonostante il governo abbia dato il via libera alla ripartenza di questi impianti. Restano fuori gli amanti del nuoto, che hanno come unica alternativa le strutture private, e intanto, dai genitori dei ragazzi che fanno agonistica si leva la protesta, dopo che per mesi hanno dovuto portare i figli ad allenarsi a Melegnano, dove c’è l’altro impianto della Piscine Melegnano, gestore della struttura.
«Sono solo due o tre»
L’assessore allo Sport, Pietro Trivi, conferma che la piscina resterà chiusa anche in questa seconda metà del mese di giugno.
«A Melegnano si allenano solo due o tre agonisti di Pavia. In questa fase, l’impianto di Pavia non riaprirà perché non è in grado di garantire le condizioni strutturali di prevenzione anti Covid imposte dalla Federazione italiana nuoto. Si tratta di una decisione del gestore dettata dalla caratteristica dell’impianto. Inoltre, storicamente, nei mesi di luglio e di agosto la piscina di via Folperti è sempre rimasta chiusa per i lavori di manutenzione».
A pensarla in maniera diametralmente opposta sono i genitori dei ragazzi che praticano il nuoto a livello agonistico. «Sono stupìta dalle parole dell’assessore Trivi – dice Betta Carbone, madre di una giovane atleta – perché se parla di “due o tre” agonisti, evidentemente non conosce la situazione. I ragazzi che hanno frequentato l’impianto di Melegnano sono stati, mediamente, 35. Del resto, noi genitori ci siamo organizzati e abbiamo noleggiato un pullmino che li portasse a Melegnano per gli allenamenti. Se fossero stati due o tre, sarebbe stata sufficiente un’automobile».
La madre della giovane nuotatrice, poi, racconta cosa abbia significato, per le famiglie, la chiusura della piscina coperta di via Folperti durante i lunghi mesi del lockdown, quando la pratica del nuoto era consentita, appunto, ai soli agonisti.
«Grazie a un genitore – prosegue Carbone – siamo riusciti a noleggiare un piccolo autobus, sostenendo la spesa di 5 euro a viaggio e - considerato che gli allenamenti erano quattro - di 20 euro la settimana. Questo per la decisione, da parte del gestore, di tenere in funzione la sola struttura di Melegnano. Ma per raggiungere quella città, serve un viaggio di 45 minuti, sommati ad altri 45 per fare ritorno e all’ora e mezza circa necessaria a svolgere gli allenamenti. Non tutti sono riusciti a seguire questo calendario, chi si è appena iscritto all’Università, ad esempio, ha dovuto rinunciare ad allenarsi perché perdere dedicare quattro pomeriggi la settimana allo sport è inconciliabile con lo studio».
La madre della giovane sportiva non condivide nemmeno le altre considerazioni svolte dall’assessore: «Dal punto di vista della sicurezza – dice – tra il lockdown della prima ondata e quello della seconda, la piscina di via Folperti aveva riaperto e funzionava. Riguardo ai mesi estivi, lo scorso anno, proprio per la peculiarità della situazione, la piscina è rimasta aperta anche nei mesi di luglio e agosto. Quello che non mi va è che tutto è accaduto nel più totale silenzio da parte del Comune e da parte del gestore dell’impianto. Oggi abbiamo saputo, informalmente, che la piscina riaprirà il 23 agosto. Ma non vi sono comunicazioni ufficiali».