Portogallo e CR7, finale trionfale nello stadio pieno
Poteva essere la giornata dell’Ungheria che – sospinta dai 60mila spettatori della Puskas Arena – inchiodava a un pareggio i campioni d’Europa in carica. E poteva essere la giornata della Puskas Arena, primo stadio al mondo ad aprirsi del tutto al pubblico dall’inizio della pandemia. Alla fine è diventata la giornata – l’ennesima – di Cristiano Ronaldo. Che prima prima ancora di scendere in campo fa crollare il titolo della Coca-Cola; poi, una volta in campo si eclissa per un’oretta e quindi quando ormai non c’è più tempo (per gli altri, quelli che fanno fatica) sale in cattedra e fa crollare il record di Michel Platini (9 gol negli Europei disputati da le Roi, 11 da ieri sera quelli di CR7) e soprattutto scaccia gli incubi che già stavano vivendo i suoi compagni di squadra, fino all’86’ incapaci di trovare una breccia nella difesa dell’Ungheria.
I magiari dell’italiano Marco Rossi – spinti dal tifo – sono concentratissimi e non fanno passare nemmeno le mosche. E quand’anche succede, ci pensa la scarsa mira di Ronaldo che al 42’ a due metri spara alto oppure ci pensa Gulacsi, al 46’, bravo e reattivo a neutralizzare un tentativo di Pepe.
Il Portogallo va negli spogliatoi accompagnato dai fantasmi di un pareggio da evitare a tutti i costi. E per una sorta di principio di vasi comunicanti, man mano che la fiducia cala negli uomini di Fernando Santos, la consapevolezza di potercela fare cresce in quelli di mister Rossi. E la prova sono i pericoli a cui va incontro, con il passare dei minuti la retroguardia portoghese.
Prima Sallai e poi Schon che gli dà il cambio fanno impazzire una difesa, quella portoghese, che appare sempre più in debito d’ossigeno. Del resto correre anche per Cristiano Ronaldo richiede energie supplementari. Che tuttavia non andranno sprecate. Grazie al gol di Guereiro che all’83’ apre quella breccia che il Portogallo aveva cercato dall’inizio. E poi arriva la fine dei sogni dell’Ungheria, quando Rafa Silva, subentrato da pochi minuti viene fermato maldestramente in area da Orban. È rigore, e Ronaldo – che nel frattempo è ancora in campo – lo calcia da par suo, superando Platini per numero di reti segnate agli Europei. Europei a cui CR7 decide di lasciare un altro segno del suo passaggio, segnando il gol del definitivo 3-0.
Ma alla fine la Puskas Arena non è per lui ma per l’Ungheria operaia che riceve un lungo applauso dai 60mila per aver cercato di fermare chi, bevendo acqua in tivù, ha fatto tremare un colosso dell’economia mondiale. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA