Rifiuti sempre più costosi, Pistoia dice "no" ma non basta
PISTOIA. Altro che stangata. I costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti salgono alle stelle, in base ai conti presentati ,lunedì 14 giugno dall’amministratore delegato di Alia spa Alberto Irace ai Comuni dell’Ambito territoriale ottimale (Ato) Toscana centro, quello di cui fa parte Pistoia insieme ad altri 64, tra cui Firenze e Prato. Nel piano, gli aumenti a carico dei singoli Comuni arrivano a toccare punte del 40 per cento. E per Pistoia si fermano al 23,57 per cento dal 2020 al 2021, con un salto di costi da 19,2 a 23,8 milioni.
Perché questi aumenti clamorosi? A spiegarlo è un comunicato stampa diffuso dallo stesso Ato. In cui si parla di «permanenza di problematicità», di «crescita significativa dei costi di gestione», della mancata realizzazione degli impianti di smaltimento previsti da parte della Regione, del «fisiologico invecchiamento di alcuni impianti di trattamento», ma anche del «crollo del prezzo sul mercato di materie da riciclaggio come carta e plastica». Insomma, la tempesta perfetta: smaltire i rifiuti costa sempre di più e spingere sulla raccolta differenziata, come fanno tutti, non porta grandi risultati, visto che le materie prime seconde che se ne ricavano valgono assai meno di prima.
Nonostante questi enormi aumenti nel costo del servizio rifiuti offerto dall’azienda Alia, l’assemblea dei Comuni dell’Ato Centro ha alla fine approvato i conti (l’atto si chiama Pef, sigla che sta per “piano economico finanziario”). Ma ci sono volute cinque ore e mezzo di dibattito, e alla fine, accanto ai 40 favorevoli, sono emersi anche 18 voti contrari (non solo di amministrazioni di centrodestra) e due astenuti, oltre a cinque Comuni assenti. Insomma, una fronda sempre più forte contro Alia.
A parziale consolazione dei cittadini, va sottolineato che quelli appena descritti sono gli aumenti dei costi, non delle bollette Tari. Ciascun Comune, infatti, potrà utilizzare i fondi Covid del governo per attutire gli aumenti. Ma soprattutto, l’autorità di regolazione del mercato (Arera) ha stabilito un tetto del 6,6 per cento agli aumenti annuali. Per cui la proposta di Alia, approvata dai Comuni, è quella di prevedere intanto per il 2021 un aumento del 6,6 per cento e di proseguire con questo ritmo anche nei prossimi anni, finché il boom dei costi sarà riassorbito. E proprio su questi punti insiste il comunicato dell’Ato, che spiega come, alla fine, «nel 2021 la media degli incrementi comunali rispetto al 2019 è del 3,6 per cento, contribuendo probabilmente a far rimanere la tariffa di ambito in linea con la media nazionale anche quest’anno».
Pistoia è tra le amministrazioni che hanno votato “no” ai conti. Ma entro il 30 giugno anche Palazzo di Giano sarà chiamato a prendere atto del Pef di Alia, come vuole la legge. In quell’occasione la giunta Tomasi farà le sue scelte e sarà possibile capire l’impatto effettivo sulle bollette Tari. «Sono aumenti immotivati e incongrui – spiega l’assessore Margherita Semplici – di fronte ai quali abbiamo tenuto una posizione coerente con la nostra critica all’impostazione della gestione rifiuti. Questo aumento del 6,6 per cento sposta soltanto i problemi, mentre preoccupa la tenuta dei conti da parte della società. Comunque siamo anche soddisfatti che le voci critiche nell’assemblea dell’Ato continuino a crescere. Non siamo più isolati». —