Via agli esami, ultimo atto del liceo: «Due anni a distanza sono stati tristi»
LUCCA. Soddisfazione per la fine della scuola superiore, ma anche amarezza per come questi ultimi due anni sono passati a causa della didattica a distanza.
Mercoledì 16 giugno, al mattino del primo giorno dell’esame di maturità davanti al liceo scientifico Vallisneri si sono radunati alcuni dei ragazzi delle classi quinte. Non tutti dovranno sostenere l’esame in giornata, ma sono venuti ugualmente per sostenere i compagni e per cercare di capire come funziona davvero l’esame quest’anno. Ci sono Irene Del Testa, Camilla Fazzi, Aureliano D’Acquisto, Sofia Grassi, Caterina Gatti e Giacomo Chu Xin.
Tutto è cambiato rispetto al tradizionale esame di maturità, ma la certezza di come sarà quest’anno «non ce l’hanno nemmeno i professori» affermano gli stessi ragazzi. «Ci siamo ritrovati – proseguono – a preparare l’esame solo nel mese di maggio ed è stata molto dura perché «in pratica ogni giorno avevamo una verifica». La didattica a distanza, adottata a seguito dell’emergenza sanitaria, non li ha aiutati. «Siamo arrivati a scuola a settembre dello scorso anno – sostengono – e dopo poco ci hanno rimandato a casa. Per tutto l’anno abbiamo fatto la didattica a distanza, ma non è come essere in classe. La didattica a distanza ci ha obbligato a stare a casa da soli e questo ha fatto sì che ci sia stata poca comunicazione da parte della scuola. A livello psicologico questa situazione non ci ha incentivato a studiare. Di tutti questi mesi il migliore è stato maggio che ci ha permesso di ritornare sui banchi e poterci rivedere tutti. Però non abbiamo capito bene come si svolge questo esame, ci siamo ritrovati alle dieci di sera tutta la classe collegata per dover scegliere l’argomento dell’elaborato perché non potevamo portare lo stesso tema».
Sono tante le quinte al Vallisneri, cinque i ragazzi di ogni classe che vengono esaminati ogni mattina, dalle 8 alle 13,30. «Il lato positivo – proseguono – è che abbiamo i nostri professori mentre solo il presidente è esterno. Quindi li conosciamo bene, con loro abbiamo fatto un lungo percorso. Siamo più tranquilli anche per il fatto che non ci sono gli scritti. Dopo due anni di didattica a distanza non siamo più abituati a scrivere».
Il primo a uscire soddisfatto è Giacomo Chu Xin, origini cinesi e nato in Italia, della classe 5ªA, un futuro da statistico. «L’esame è stata una bella esperienza che è durata meno del previsto. I professori mi hanno aiutato tanto, mi hanno tenuto calmo. Ho presentato il mio elaborato che avevo preparato sulla corrente elettrica e la corrente alternata, poi mi hanno chiesto un passo della prefazione dei “Malavoglia” e un articolo sulla varietà dei chicchi di riso. Ho fatto una corsa nell’ultima settimana, tanto che ho dovuto fare delle correzioni sulla presentazione all’ultimo minuto. Da domani mi riposo. Poi andrò a Bologna all’università: mi sono iscritto alla facoltà di scienze statistiche in inglese e ho scelto Bologna perché mi piace».
Sono più di uno i ragazzi che a settembre non solo lasceranno Lucca, ma anche la Toscana per proseguire gli studi.
Aureliano D’Acquisto andrà a Venezia dove si iscriverà alla facoltà di architettura. «Volevo riassumere la parte scientifica con quella umanistica e ho bisogno di cambiare ambiente. Per me Venezia è anche una bella città».
Camilla Fazzi invece si iscriverà alla facoltà di Biologia a Pisa. «Mi è sempre piaciuto studiare scienze ma per quattro anni non mi sono sentita tanto motivata a studiare la materia. Quest’anno invece con il nuovo insegnante mi sono trovata bene e mi ha fatto capire che quella era la materia per me».
Per Irene Del Testa il futuro è invece a Firenze. «Mi sono iscritta alla Cesare Alfieri dove frequenterò il corso di Scienze politiche e internazionali. Ho visto che, una volta che avrò terminato la magistrale, avrò un sacco di opportunità di lavoro: nel mio piccolo vorrei lavorare nel sociale, aiutare gli altri, fare qualcosa di utile».
Sofia Grassi e Caterina Gatti proseguiranno gli studi facendo la stessa facoltà dei loro genitori. Per entrambe si aprono le porte della facoltà di Economia a Pisa, anche se Caterina vorrebbe fare il corso in inglese che però è molto selettivo.
«È un sogno, finalmente farò l’esame di ammissione, manca poco ormai. Mi presento con le conoscenze che ho, non studierò niente in più. Se è destino passerò, altrimenti no e farò la facoltà di Economia con l’indirizzo tradizionale».
Anche Sofia è soddisfatta di questa scelta, e poi le piace tanto «la matematica che mi apre tante strade».
Tutti sogni che presto diventeranno realtà, anche se formalmente c’è ancora da aspettare l’esito degli scrutini, che avverrà al termine degli orali. Ancora qualche giorno, e poi una vacanza spensierata inizierà per tutti. —
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