Ronaldo fa gol... alla Coca Cola. Via le bottiglie: «Bevete acqua»
Acqua, e sai cosa bevi. Lo slogan non diceva proprio così, ma può essere questa la sintesi del siparietto-evento che ha riscaldato la vigilia della partita fra Portogallo e Ungheria degli Europei di calcio. Protagonista è il più istrionico, egocentrico, iconico, forse anche antipatico dei calciatori: Cristiano Ronaldo alias CR7. Che questa volta, oltre che far parlare di sè per le imprese sul campo, si guadagna la scena planetaria per un dirompente “spot” salutistico.
BOTTIGLIETTE
Succede che l’altro giorno alla conferenza stampa di presentazione della partita di Euro 2020, il campione portoghese prende posto al tavolo per le interviste e davanti a sé vede due bottigliette di Coca Cola. Sono lì a bella posta in quanto quel brand è uno degli sponsor della manifestazione. CR7 afferra le bottigliette e le sposta fuori dal campo delle telecamere che trasmettono la conferenza stampa in tutto il mondo. Poi alza una bottiglietta d’acqua e dice: «Bevete acqua!». Gelo in sala stampa, lui sfoggia uno sguardo soddisfatto, poi si parla di pallone.
SPONSOR E SALUTE
Sia come sia il sasso è lanciato. E che sasso. La superstar mondiale del calcio che attacca senza mezzi termini la superstar mondiale delle bibite. Ce ne sarebbe già abbastanza per scrivere un saggio sulla potenza della comunicazione mediatica, ma anche uno sulle dinamiche e sull’etica della pubblicità e delle sponsorizzazioni, e uno sugli effetti delle bibite zuccherate, sul dilagare dei cibi spazzatura, su sport e alimentazione...
Riflessioni e reazioni sullo spot di Ronaldo (improvvisato o premeditato che sia) non si sono fatte attendere. Nella Uefa, organizzatrice di Euro 2020, si dice che siano imbestialiti contro CR7 e al tempo stesso indaffaratissimi a ricucire la figuraccia con il potentissimo e ricchissimo sponsor bibitesco. Però Ronaldo è Ronaldo, mica un panchinaro di una squadretta qualsiasi: è fin troppo facile prevedere che la Uefa non prenderà alcun provvedimento contro di lui. La Coca Cola, forse , nemmeno: avrebbe probabilmente più da rimettere che da guadagnare, come immagine, in un’eventuale causa contro CR7.
LA SCIENZA È CON LUI
Che poi CR7, come spiegano al “Tirreno” due nutrizioniste, ha detto una cosa giusta dal punto di vista di una sana e corretta alimentazione. «Le bibite zuccherate – spiega la biologa nutrizionista Giusi D’Urso – sono una delle cause della obesità infantile e in età adolescenziale. Sono bevande zuccherate, frizzanti, chimicamente architettate per essere gratificanti per il palato ma anche per altri sensi. Essendo liquide non saziano, così come non dissetano, e la grande quantità di zucchero che si ingerisce bevendole, dà dipendenza: lo zucchero alza la glicemia che porta a un’ipoglicemia reattiva, questo ci fa provare un senso di fame e quindi un richiamo continuo ad avere altro zucchero. Inoltre – dice ancora D’Urso – si crea anche un effetto fidelizzazione: il palato si abitua a sapori molto dolci e, soprattutto per i ragazzi, questo rovina il gusto, e quando dovranno bere acqua non proveranno alcuna soddisfazione».
E non sfuggono alla censura della scienza nemmeno le bibite “light”, “zero”, “senza zuccheri aggiunti”. «Molti produttori di queste bevande – spiega la nutrizionista Sara Comandi – hanno ridotto le quantità di glucosio tale e quale, introducendo polioli, cioè zuccheri chimici che non alzano la glicemia, ma bevendo forti quantità di queste bibite si finisce per avere diarrea. Cristiano Ronaldo comunque ha ragione: la Coca Cola come altre bibite zuccherate non può fare parte della dieta di un atleta. Gli zuccheri che ingeriamo bevendo queste bibite – prosegue Comandi – non ci servono a nulla, gli zuccheri o li utilizzi subito facendo qualcosa che li consumi, oppure se bevi la bibita e te ne stai sul divano vengono catturati dall’insulina che li va a parcheggiare nelle cellule e lì si trasformano in grassi. È proprio questo uno dei processi alla base dei tantissimi casi di obesità fra i ragazzi».
SOCIAL, BORSA E... FIGLI
Le reazioni al siparietto di CR7 sono chiaramente dilagate anche e soprattutto sui social. Tanti si sono schierati dalla parte del calciatore plaudendo al suo messaggio salutista. C’è poi chi è andato a ripescare uno spot in cui Ronaldo, ai tempi del Manchester United, pubblicizzava la Coca Cola. Chi accusa il campione portoghese di ipocrisia visto che pubblicizza un sito di scommesse e giochi d’azzardo online. Chi ha profetizzato un effetto boomerang per l’attacco di Ronaldo, con un incremento del consumo di Coca Cola. Qualche media è andato a vedere gli effetti in Borsa, segnalando che subito dopo la gag di CR7 il titolo della Coca Cola ha perso l’1,6% bruciando, è stato stimato, quattro miliardi. Poi il titolo è risalito.
In chiusura va però ricordato anche che Ronaldo, notoriamente puntiglioso cultore del proprio fisico e della propria dieta, non è del tutto nuovo a forti prese di posizione contro i cibi e le bevande spazzatura. In un’intervista di qualche tempo fa, parlando del figlio Cristiano Junior, pure lui giovane calciatore, CR7 disse: «È bravo come calciatore, ha delle qualità ma beve Coca Cola e aranciata e io mi arrabbio, ci litigo se vedo che mangia patatine fritte: non mi piace». —
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