Il cacciatore salva il cucciolo di lupo ferito alla zampa
Pensate alla fiaba di Cappuccetto rosso e al ruolo del cacciatore. Ricordate le tante volte che da bambini avete chiuso gli occhi immaginando il lupo, disteso sul letto dopo aver mangiato nonna e nipote con la pancia gonfia. Che proprio il cacciatore apre con un coltello dopo aver sparato all’animale, salvando vecchietta e bambina. Ecco, con quello che è accaduto a Montecatini Valdicecina, per una volta, il cacciatore salva il pupo.
Ma non uno grande e grosso come nella fiaba dei fratelli Grimm. E neppure un esemplare di quelli che, si dice, imperversino nelle campagne toscane sbranando pecore e animali vari mandando in bestia gli allevatori. Bensì un cucciolo di lupo maschio, nato circa 15 giorni fa e ritrovato da un meccanico di 57 anni in mezzo a una strada in località Gello di Montecatini Valdicecina, paese tra Volterra e la costa.
Michele Fiaschi è originario di Rosignano, ma ha vissuto a Pisa per poi trasferirsi pochi mesi fa nel borgo. Si definisce un «cacciatore sfegatato», ma ha anche la qualifica di guardia venatoria. Venerdì stava tornando a casa da Rosignano quando si è trovato di fronte un animale di dimensioni ridotte in mezzo a una stradina di campagna: «In un primo momento ho pensato a uno scoiattolo – racconta – Ma quando ho visto che non saltellava ho creduto di essermi imbattuto in una volpe. Si muoveva a fatica e così sono sceso. Quando mi sono reso conto che si trattava di un cucciolo di lupo sono tornato subito in auto, pensando che, di li a poco, sarebbe sbucata la madre per niente amichevole».
Invece il piccolo era solo sull’asfalto, con una zampa ferita. «Avevo le buste della spesa nel bagagliaio – dice ancora Fiaschi – ho tolto gli acquisti da una di queste, infilandoci il piccolo lupo per portarlo a casa da dove ho chiamato la polizia provinciale». Il lupo, come il falco pellegrino, infatti, sono specie rare e protette. Ed è obbligatorio avvisare le autorità in caso di ritrovamento.
Ripensando a quel momento, il meccanico ipotizza il motivo dell’abbandono: «Il fatto che avesse la ferita alla zampa, lo deve aver portato a rimanere indietro. E la mamma lo ha dovuto lasciare, dovendo pensare ad altri cuccioli». Secondo il comandante della polizia provinciale di Pisa, Daniele Serafini, «è forse stato ferito da un predatore più grande di lui». Difficile ricostruire quanto accaduto nei boschi nella Valdicecina.
Di sicuro, però, il ritrovamento di Fiaschi ha fatto scattare una serie d’interventi che hanno portato il cucciolo alla clinica veterinaria dell’Università di Pisa a San Piero a Grado anche con il coinvolgimento del servizio veterinario dell’Asl Toscana Nord Ovest. L’ispettore di polizia provinciale Fabrizio Calamai, ha allertato l’ospedale veterinario, inviando una pattuglia composta dagli agenti Matteo Agostini e Lucia Montagnani. Intanto, nella piazza principale di Montecatini è arrivato anche Patrizio Patrizzi, volontario dell’Associazione amici degli animali a quattro zampe che fa base al canile di Lajatico. È stato proprio quest’ultimo a effettuare il trasporto a San Piero a Grado dove il minuto animale è stato preso in carico per ricevere le cure da parte del personale sanitario dell’ateneo pisano.
Oltre alla ferita alla zampa, il piccolo presenta un quadro clinico molto fragile. «Era ridotto male – dice Rossella Prosperi ex presidente dell’Associazione amidi degli animali a quattro zampe, ma comunque volontaria del servizio recupero animali – Si vedeva a occhio nudo che le sue condizioni sono davvero precarie. Ha bisogno di cure per guarire al meglio». E il fatto che si trovi in uno dei centri maggiormente specializzati per il settore veterinario non può che far sperare che tutto proceda per il meglio.
Chissà cosa sarebbe successo se in quel determinato momento non fosse passato Fiaschi, il salvatore del piccolo lupo, incuriosito da quella presenza in mezzo alla strada. E per niente intimorito di fare la scelta giusta davanti a un piccolo animale ferito e inerme. La sua voce, mentre racconta quell’avventura, fa trasparire giustamente orgoglio. Anche se, d’ora in poi, per tutti i suoi amici e compagni di battute con le doppiette in mano, sarà per sempre il cacciatore che ha cambiato il finale di Cappuccetto rosso. —
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