Luana, interrogata per due la titolare dell'orditoio. Il marito non parla
PRATO, 16 GIU – Sono stati interrogati negli uffici della procura di Prato i coniugi Luana Coppini e Daniele Faggi, sentiti rispettivamente come titolare e come gestore di fatto dell'orditura dove il 3 maggio scorso è morta in un incidente sul lavoro Luana D'Orazio, l'operaia 22enne di Spedalino di Agliana addetta alla produzione tessile. Entrambi sono indagati per omicidio colposo e omissione di tutele antinfortunistiche.
Secondo quanto si apprende, Luana Coppini ha risposto alle domande del pm mentre Daniele Faggi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Entrambi hanno gli stessi avvocati difensori. I due sono stati convocati dal sostituto procuratore Vincenzo Nitti. Oltre a fare ulteriori accertamenti sulle dichiarazioni rese della donna, gli inquirenti attendono l’esito della perizia sull’orditoio che ha risucchiato Luana uccidendola, che l’ingegnere Carlo Gini, consulente della Procura, dovrà consegnare al magistrato entro l’11 luglio.
I legali dei due imputati, Barbara Mercuri, Gabriele Capetta e Alberto Rocca, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni ma hanno scritto di pugno una breve nota in cui spiegano la decisione di Daniele Faggi di non rispondere alle domande della procura: «Luana Coppini – si legge nella nota – Ha scelto di rispondere in coerenza con l’intento da subito dichiarato di non sottrarsi a doveri e responsabilità e di fare il possibile perché sia rimarginata la drammatica ferita che ha sconvolto tutti».
Gli avvocati fanno notare come «queste scelte sono impegnative sol che si pensi che il frutto di un mese di indagine non è noto né alla persona interrogata né ai suoi difensori». Poi i tre legali fanno sapere che l’interrogatorio della donna è durato circa due ore «in un clima di confronto leale e la nostra assistita ha risposto a tutte le domande in modo franco secondo quanto a sua conoscenza. Non è mancata l’occasione per rammentare quanto l’attività da lei svolta come imprenditrice fosse improntata a spirito di condivisione con tutti i lavoratori». Infine, Faggi si è avvalso della facoltà di non rispondere, spiegano i legali, «considerato che, quanto lo riguarda in ipotesi, è frutto di connotazioni e narrazioni ignote a oggi. Di certo appresi meglio i contorni dei presupposti che lo riguardano prenderà parte attiva al procedimento».
Il terzo indagato, Mario Cusimano, tecnico incaricato della manutenzione dell'orditoio difeso dall’avvocato Stefano Camerini, era già stato sentito in procura alla fine di maggio.