Pavullo. Il Covid uccide ancora: addio, brigadiere Sommese
Pavullo. Il Covid non è affatto sparito, e continua ad uccidere. A testimoniarlo, la sua ultima vittima: il brigadiere Felice Sommese, portato via a 69 anni con la straordinaria umanità che ha fatto conoscere in 40 anni di servizio nella caserma di Pavullo. Tutta una vita di lavoro insomma, in cui è stato l’addetto alla centrale operativa: la voce che i cittadini incontravano al telefono, e il raccordo durante le operazioni tra il comando e gli uomini fuori.
Un lavoro che ha amato tantissimo, fino alla pensione. Anche dopo ha continuato a essere un riferimento, e soprattutto l’uomo sempre disponibile ad ascoltare e dare un consiglio, di fronte ai problemi.
Il virus se l’è portato via domenica al Policlinico, dopo un mese d’agonia. «È stato ricoverato l’11 maggio, il giorno del suo compleanno – raccontano le figlie Filomena e Ilaria – i primi 15 giorni per noi sono stati davvero tremendi: essendo anche noi positive, da casa non potevamo andare a trovarlo. L’abbiamo rivisto il 25 già intubato nell’hub di terapia intensiva: abbiamo sperato fino all’ultimo, c’era stato anche un piccolo miglioramento… Poi la situazione è precipitata. A tutti diciamo: fate attenzione, non credete che il virus sia sparito. Un grande ringraziamento a tutto il personale della terapia intensiva, per la straordinaria dedizione. All’Arma per la sua presenza, e a tutte le persone che ci sono state vicine».
Forte partecipazione ieri al funerale (seguito dalle onoranze Belloi) in San Bartolomeo: tanti carabinieri, in pensione e in servizio, amici e conoscenti. «Felice meritava questo ed altro – lo ricorda Donato Colucci ex maresciallo di Lama – mio papà era carabiniere a Pavullo e io l’ho iniziato a conoscere quando avevo 7 anni: un uomo meraviglioso, capace e allo stesso tempo sempre alla mano e con la battuta pronta. Lascia un vuoto enorme». —
D.M.
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