Stato di emergenza, arriva la proroga fino a fine dicembre?
Lo stato di emergenza, in scadenza in 31 luglio, potrebbe essere prorogato, magari anche fino al 31 dicembre: secondo Repubblica, sarebbe questo l’orientamento del presidente del Consiglio Mario Draghi. Una posizione diversa da quella del ministro della Salute, Roberto Speranza, che ipotizzava di non rinnovarlo più, proprio «per dare un segnale positivo al Paese».
Lo stato di emergenza, invece, potrebbe venire prolungato per diversi motivi: perché la campagna vaccinale non ha ancora raggiunto l’immunità di gregge, perché i problemi di AstraZeneca – con la decisione di avviare la vaccinazione eterologa – non sono ancora risolti e anche perché rimane l’incognita della variante Delta, che in Gran Bretagna ha moltiplicato il numero di contagi nonostante la buona copertura vaccinale raggiunta.
Rimarrebbero quindi al loro posto sia il commissario straordinario, il generale Francesco Paolo Figliuolo, sia il Comitato Tecnico Scientifico. E sarebbero mantenute le misure anti contagio, come l’uso obbligatorio delle mascherine (anche se le regole potranno cambiare a seconda di come si evolverà la situazione).
Intanto, l’obiettivo di immunizzare l’80% della popolazione italiana entro la fine di settembre rimane plausibile: «Entro settembre arriveranno oltre 54 milioni di dosi: mi ero preso margini di manovra d’accordo con Draghi», spiega Figliuolo. «Siamo in grado di coprire entro quella data l’80 per cento della platea vaccinabile, come previsto dal piano che è sostenibile».
L’istituto Spallanzani di Roma ha annunciato l’avvio di uno studio sull’efficacia e sulla sicurezza del mix vaccinale, ricordando gli «incoraggianti risultati» raccolti in altri Paesi. Secondo Figliuolo, ci saranno dosi a sufficienza di Pfizer e Moderna per garantire il proseguimento della campagna vaccinale dei più giovani e, anche, il richiamo dei 930 mila under 60 che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca. «Le dosi in arrivo sono sufficienti, non abbiamo chiesto nuove dosi di vaccini mRna, ma stiamo studiando. Ben vengano, se dovessero arrivare, dosi aggiuntive».
Intanto, i dati sui contagi sono incoraggianti: il tasso di positività è sceso allo 0,6%, la percentuale più bassa mai registrata.