Redentore, a Venezia tornano i fuochi e le regate
VENEZIA. Tornano i foghi del Redentore. La festa, le celebrazioni, le regate e il ponte votivo nel terzo weekend di luglio. Manca ancora l’ufficialità, ma ormai è certo che dopo un anno di interruzione dovuta al Covid, la Notte famosissima tornerà a splendere. «Stiamo lavorando per costruire un protocollo operativo che si basa sul contingentamento», confermano a Ca’ Farsetti. Accessi limitati dunque, certo non i centomila che arrivavano fino al 2019. Percorsi controllati, transenne e distanziamento. Regole anche per le tavole a terra e per le barche. Ma la festa si farà. Si attende la scadenza delle ordinanze in vigore, e l’evoluzione della situazione della pandemia. Il Veneto potrebbe diventare presto zona bianca, e il numero dei vaccini è in aumento.
Grande la soddisfazione tra i Veneziani. La Notte del Redentore è un punto fermo della tradizione. Non solo un fenomeno turistico, come ormai la gran parte delle feste cittadine. Ma una cerimonia molto sentita dal punto di vista religioso, sportivo e sociale. Nel sito di VeneziaèUnica, la società degli eventi di Vela spa, il Redentore è in calendario. «Anche se potrebbe subire modifiche», è precisato, «a causa dell’emergenza sanitaria». Si comincia venerdì 16 luglio, con l’apertura del ponte votivo su barche, dallo Spirito Santo alla chiesa del Redentore, 300 metri attraverso il canale della Giudecca. Gli accessi saranno monitorati, il senso unico obbligatorio. Anche gli ingressi alle celebrazioni eucaristiche nella chiesa del Redentore saranno contingentati, come lo scorso anno.
In programma anche le regate comunali. La domenica pomeriggio le sfide dei giovanissimi su pupparini e dei campioni su gondole. Sarò la prima vera sfida della stagione su barche a due remi, prima di Pellestrina e della regata Storica. Anche questo evento già confermato (prima domenica di settembre), con la diretta di Raidue.
Ma l’atteso ritorno è quello dei fuochi. Sabato sera, a partire dalle 23.30, torneranno i pontoni della ditta Parente di Rovigo, l’azienda che da sempre garantisce lo spettacolo pirotecnico di altissima qualità. Centomila euro il costo complessivo.
Ci sarà da normare soprattutto l’afflusso alle rive, agli hotel e alle terrazze.
Lo schema è quello già sperimentato nella Regata Storica dello scorso anno. Transenne per tenere separati i vari settori del pubblico, un limite agli accessi, soprattutto nell’area della Piazza. Sono allo studio anche blocchi sul ponte della Libertà, quando gli accessi in auto superassero il tetto massimo previsto.
Ma il Redentore torna. Un accenno di normalità che fa sperare nell’uscita definitiva dall’emergenza. Del resto la chiesa del Redentore venne eretta dal Palladio nel 1577, come segno di devozione al Santo redentore dopo la cessazione della terribile peste del 1575, che fece a Venezia 50 mila morti. Pandemie dei secoli scorsi. Come l’altra terribile peste, quella del 1630, che diede inizio alla costruzione del tempio votivo dedicato alla Madonna della Salute, a San Gregorio. Pellegrinaggi che hanno un senso eterno di devozione. La messa solenne, celebrata dal patriarca Francesco Moraglia, si terrà come sempre domenica pomeriggio alle 19.
Intanto si lavora per la riuscita in sicurezza della festa più amata dai Veneziani.