Niente stipendio per l’addetto No-vax. Nella Marca rischiano 200 operatori
TREVISO. Circa duecento operatori senza vaccino nelle case di riposo della Marca Trevigiana. Le procedure disciplinari, però, vanno a rilento, e le 54 strutture sono ferme al palo. Con l’esclusione di Crocetta, dove cinque addetti sono stati sospesi senza stipendio perché, non vaccinandosi, hanno violato la carta dei rischi dell’azienda. Il giudice del lavoro ha dato ragione alla casa di riposo di Crocetta, e ora la sentenza potrebbe diventare un precedente anche per gli altri 200 operatori.
La polemica
Arrivare a una sanzione per chi non si vaccina, tuttavia, non è così semplice, se non si viola un documento aziendale come a Crocetta. «Le Rsa hanno inviato all’Ulss l’elenco dei dipendenti e stanno aspettando che l’Ulss comunichi loro i nominativi dei lavoratori non vaccinati “senza giusta causa”» sottolinea Roberto Volpe, presidente dell'Unione Istituti per Anziani del Veneto (Uripa). «Quello che si sta creando è un paradosso: al familiare dobbiamo chiedere se sia vaccinato o meno, all’operatore non possiamo chiederlo per rispettarne la privacy» prosegue il numero uno dell’Uripa.
La posizione dell’Ulss
Dal canto suo, invece, l’Ulss attende che siano le Rsa a procedere direttamente nei confronti dei dipendenti. «C’è uno stallo, già a fine aprile si poteva procedere con le sospensioni con Ulss e Regione a indicare i non idonei, ma c’è il problema che troppe sospensioni mandino in tilt l’assistenza» spiega Fabio Zuglian, segretario generale Cisl Fp di Treviso. Per tamponare questo ritardo, l’Israa di Treviso, che assiste 800 anziani, è alle prese con una ventina di dipendenti no vax per scelta. Per loro l’Israa ha stabilito l’obbligo di tampone all’ingresso ogni 48 ore. «Stiamo aspettando il responso dell’azienda sanitaria, nel frattempo proseguiamo con gli screening sui lavoratori non immunizzati per salvaguardare la salute dei nostri anziani» commenta il direttore dell’Israa Giorgio Pavan.
Addetti demansionati
Un’altra decina di dipendenti, non vaccinati per patologie, è stata invece già demansionata e ricollocata in ambiente privo di contatto con ospiti e colleghi. «Il prossimo passo, che speriamo di fare presto: avere dall’Ulss di Marca la valutazione di illegittimità del personale non vaccinato senza giustificazione, in modo da poter procedere con la sospensione senza stipendio fino al 31 dicembre 2021» aggiunge il direttore Pavan.
Caso Villa Belvedere
Diverso invece il caso della Rsa Villa Belvedere di Crocetta del Montello dove 5 infermieri hanno impugnato davanti al giudice del lavoro il provvedimento che la struttura aveva emesso nei loro confronti tramite il medico del lavoro: una sospensione dal servizio senza stipendio. «Attualmente abbiamo la prima sentenza nei confronti di un’operatrice che credo sarà un pronunciamento pilota anche per le altri dipendenti in attesa del responso dei giudici» conferma Marco Tappari, presidente di Villa Belvedere.