Treviso, raffica di bocciati nelle seconde classi delle Superiori
TREVISO. Qualche preside parla di «salvacondotto che si è ritorto contro», qualcuno sottolinea come «il tutti promossi abbia disorientato». Fatto sta che gli esiti degli scrutini 2021 mettono in evidenza un dato incontrovertibile: la maggiore incidenza delle bocciature è nelle Seconde classi superiori. Costretti a ripetere l’anno sono parecchi studenti che, in assenza dell’eccezionale sanatoria 2020 causa Covid, sarebbero stati respinti già dodici mesi fa. Studenti che, con la bocciatura in tasca dopo il primo anno, avrebbero optato magari per altri istituti e indirizzi. E che invece perdono due anni.
Questo il bilancio, mentre stamattina inizia l’esame di maturità per 7.847 studenti trevigiani. Ma torniamo ai bocciati. Pesantissima la scure: su 117 bocciati complessivi del Planck (più dell’8% del totale alunni), quasi la metà (53) è riferita al secondo anno. E, al di là delle cifre monstre dell’istituto di Lancenigo, la tendenza è chiara pure nei licei: su 38 respinti del Da Vinci, risultano 21 quelli riferiti alla classe più bastonata; su 26 bocciati del Canova, se ne contano 12 al secondo anno, con un incremento del 4% rispetto al pre-Covid. Da sempre la scrematura si fa nelle prime e, considerando il “bonus” imposto l’anno scorso dall’emergenza sanitaria, era facile supporre che, in assenza di recuperi prodigiosi, il destino di tanti sarebbe stato segnato. Anche perché, statistiche alla mano, le seconde dopo le prime sono storicamente le classi con più respinti, visto che aprono le porte al triennio. «Sono ragazzi che purtroppo non hanno potuto riorientarsi, il salvacondotto del “tutti promossi” del 2020 si è ritorto contro», analizza Antonia Piva, preside del Duca degli Abruzzi, «La Dad non c’entra: senza la sanatoria, avrebbero magari scelto altre scuole, mentre ora si trovano a ripetere la seconda. E cambiare indirizzo in seconda è molto più difficile: quasi come perdere due anni». Pure al Duca la gran parte dei respinti riguarda le seconde: su 1.597 studenti fra primo e quarto anno, si calcolano 45 non ammessi e 198 sospensioni del giudizio. Se nel pre-pandemia, la percentuale dei promossi senza debiti era del 76% e dei bocciati pari al 4%, viceversa le pagelle del 2021 evidenziano l’85% di promossi, il 12% di “rimandati” e il 3% di respinti. «Pagelle migliori e più brillanti, ma con un’incidenza di risultati negativi ampiamente attesa per i secondi anni», incalza la dirigente, «Ma non andrei a rivangare sulla sanatoria 2020: quella decisione fu obbligata, non c’erano le condizioni per imporre le bocciature, visto che l’insegnamento in Dad non era stato omogeneo in tutte le scuole. Purtroppo le carenze non sono state sanate da tutti: situazioni difficili da recuperare». È venuta meno la selezione del primo anno, ma anche l'opzione del trasferimento: «Chi aveva goduto della sanatoria e magari avrebbe voluto cambiare indirizzo, s’è scontrato con difficoltà oggettive nei trasferimenti. I problemi di spazi dell’era Covid, intendo il distanziamento nelle aule, hanno impedito spesso i cambi d’istituto, che magari un tempo “prevenivano” certe bocciature». All’Artistico si arriva a 25 non ammissioni totali, al Mazzotti sono una trentina. Nelle seconde dell’istituto di via Tronconi, non è stato promosso il 6% degli alunni. Trasferendoci in provincia, all’Einaudi di Montebelluna 49 dei 109 respinti totali erano iscritti al secondo anno. «Ci sono famiglie cui il rischio bocciatura dei figli era stato palesato già nel febbraio 2020», esordisce Mario Dalle Carbonare, preside del Da Vinci, dove i bocciati in prima sono 11 e la media d’istituto è del 2,7%, «Purtroppo era un andamento ampiamente prevedibile: lo si nota nei bocciati, ma pure negli studenti con giudizio sospeso. Abbiamo attivato corsi di recupero, purtroppo spesso online. E abbiamo cercato di venire incontro a tutti: fornendo computer o aiutando chi aveva problemi nella connessione. Le pagelle non sono state una valutazione matematica. Certo, la Dad non ha aiutato, ma si tratta di situazioni di fragilità già note da oltre un anno». Anna Durigon, dirigente del Mazzotti: «Contiamo 415 debiti su 1780 studenti, i bocciati sono una trentina. Sì, la gran parte è in seconda. Ma la Dad non ci ha cambiati». Mattia Toffoletto