Castelfranco, danneggiata la statua di Sant’Antonio nella notte della festa a lui dedicata
CASTELFRANCO. È successo domenica notte, proprio nel giorno della sua festa: la statua di Sant’Antonio, nel capitello in centro a Salvatronda, è stata oggetto di un atto di vandalismo: ignoti hanno danneggiato le dita della mano destra del Santo e i piedi del Gesù Bambino che tiene in braccio, secondo l’iconografia classica.
Un gesto che ha destato il profondo sdegno dei residenti perché questo capitello costituisce, insieme allo “s’cieson” – bagolaro secolare – uno dei punti di riferimento della frazione. Dopo la festa dedicata al santo che si è tenuta in anticipo sabato sera, in quanto domenica nella chiesa parrocchiale vi era la celebrazione delle prime comunioni, era tutto a posto: «Oltre alla messa», spiega il consigliere Matteo Zanellato il primo a cui è stata comunicata la brutta sorpresa, «c’è stata anche la tradizionale distribuzione del pane benedetto, detto appunto di Sant’Antonio. È una festa molto sentita da tutta la popolazione: e tutti sono molto affezionati al capitello». Che domina il centro della frazione da oltre cento anni: è stato eretto infatti nel 1913 ed è stato costruito con le cosiddette “rimesse” degli emigrati di Salvatronda che hanno voluto rendere onore al santo “veneto” (in realtà portoghese di origine, ma venerato a Padova) più noto al mondo.
«Domenica mattina», spiega Eugenio Bilibio, componente del comitato frazionale e dell’Usd Salvatronda, «una signora che, come altre, si dedica alla cura e alla pulizia del capitello non ha notato nulla di particolare. Lunedì mattina lo scempio era sotto gli occhi di tutti. Purtroppo questo atto vandalico si aggiunge ad altri: la sede sportiva è stata oggetto di danneggiamenti e furti almeno tre volte nell’ultimo anno e un writer ha imbrattato diversi punti del centro».
Ricevuta la segnalazione, il consigliere ha immediatamente avvisato il sindaco Stefano Marcon che a sua volta ha allertato la polizia locale che procederà d’ufficio presso la Procura. «È davvero sgradevole sapere che c’è chi si diverte a prendere di mira i monumenti religiosi, danneggiandoli senza motivo», dice Marcon. «La polizia locale sta vagliando le riprese effettuate dalle telecamere per poter individuare i responsabili, anche se auspicherei che gli autori del gesto ammettessero le proprie colpe o restituissero anche in forma anonima le parti staccate dalla statua». C’è la volontà che il gruppo statuario sia immediatamente restaurato: è stato già contattato il professionista che già nel 2013, in occasione del centenario del capitello, aveva eseguito i lavori per riportarlo all’antico splendore sostenuti col contributo degli artigiani del posto. Davide Nordio