Belluno, case di riposo riaperte dopo quindici mesi. Abbracci ed emozioni tra ospiti e parenti
BELLUNO. Le mani che si intrecciano, gli occhi pieni di una felicità a stento celata insieme ad una lacrima che riga il volto. Il ritorno alla “normalità” nelle case di riposo è anche questo. Anzi, è soprattutto questo. Sono emozioni da tempo dimenticate, sono abbracci, strette di mano e passeggiate a braccetto nel giardino delle rsa. Dal 5 marzo 2020, infatti, i centri di servizio non aprivano le loro porte come sta accadendo ora. E questo grazie alle vaccinazioni di massa del personale e degli ospiti delle strutture insieme con l’immunizzazione dei parenti, ma anche grazie ad una sensibile diminuzione dei casi di contagio. Anche l’anno scorso parenti e anziani potevano vedersi in giardino senza vetri, ma quest’anno lo possono fare senza essere sorvegliati a vista e possono toccarsi, dopo essersi igienizzate le mani.
Longarone
Antonio Forgiarini ha 79 anni, ed è ospite da due anni e mezzo della casa di riposo Barzan di Longarone. Durante la pandemia si è preso il Covid e anche se non ha avuto sintomi, è rimasto positivo al tampone per oltre un mese e mezzo. Un periodo che Antonio ricorda bene. «Sono rimasto in camera da solo per oltre un mese e mezzo perché non riuscivo a negativizzarmi», ci spiega a fatica, «ma non ho mai avuto sintomi. Ho avuto paura a stare sempre da solo e quando il personale entrava era tutto bardato che sembravano dei marziani. Mia sorella mi faceva ogni giorno la videochiamata. Ma adesso che ci si può vedere sono contento. All’inizio non ci credevo di poter vedere mia sorella, e neppure di poterle stringere la mano. Ma poi è successo e sono stato molto contento», ci dice Antonio mentre guarda felice la sorella Giorgina, 70 anni. «È stata una vera emozione potersi rivedere dopo oltre un anno di videochiamate o di incontri a distanza di sicurezza tramite un vetro. Ora possiamo stare un’ora insieme», dice Giorgina che è l’unica parente rimasta ad Antonio. Giorgina ci spiega, però, che le regole sono ferree: «Per poter avere incontri ravvicinati con i nostri cari dobbiamo essere vaccinati completamente, dobbiamo indossare la mascherina ffp2, dobbiamo igienizzarci le mani, dobbiamo compilare dei moduli. Speriamo queste condizioni continuino perché è stata dura sia per me che per mio fratello gestire questa situazione».
«Anche per noi operatori è stato emozionante vedere gli ospiti incontrare dopo tanto tempo i loro cari», precisa Barbara Laveder, educatrice della rsa longaronese incaricata anche di fissare gli appuntamenti dei visitatori. «Era da marzo che non si svolgevano delle visite in modo quasi normale. E ora per permettere gli incontri in terrazza in piena estate, faremo arrivare dei gazebo», dice puntualizzando che «stiamo cercando di organizzare per ogni ospite delle visite settimanali con i loro parenti». Per i familiari che non vogliono vaccinarsi nè sottoporsi al tampone le visite restano al vetro.
A Belluno
Alla residenza Gaggia Lante di Cavarzano, invece, le visite in presenza sono riprese lunedì. «In due giorni sono state circa una trentina le visite dei i familiari accolti nuovamente tra le nostre mura, tra visite in presenza nel giardino della residenza e nella stanza degli incontri - che continua ad essere attiva per i parenti che non hanno fatto il vaccino », ci spiega l’educatrice Cristina Balest che poi aggiunge: «Le visite in presenza sono state cariche di emozione: per i familiari che da 15 mesi non entravano nella residenza, per gli anziani che hanno potuto godere del tempo passato con i propri cari di nuovo vicini, per il personale che ha accolto con calore i parenti». Ne sono una testimonianza le due coppie Piero e Annamaria, sposati da 52 anni,e Manlio e Iole insieme da 55 che mai nella loro vita insieme erano stati così distanti per più di un anno.
«Siamo contenti di aver riaperto le nostre porte», dice il direttore della rsa, Paolo Piazza, «io insieme con l’amministratore unico ci siamo presi la responsabilità nabilità di permettere anche qualche stretta di mano, la passeggiata insieme tra anziano e familiare, ed è stato bello vedere di nuovo la nostra rsa animarsi del vociare e delle persone che vengono a far visita ai loro cari».
Emozionata anche l’assistente sociale Erica Della Vecchia incaricata di coordinare gli appuntamenti delle visite. «Lunedì è venuto a trovare una nostra ospite il nipote che abita in Germania: non si vedevano così da oltre un anno e mezzo, è stato davvero commovente il loro incontro. Speriamo che tutto questo possa continuare».