I soci rinnovano l’impegno e la Reggiana può ripartire
REGGIO EMILIA. La Reggiana riparte dalla serie C con la compagine proprietaria praticamente identica a quella dello scorso anno. Esce solo Gianni Perin, che dal 2015 faceva parte della società e ha preso parte alla rifondazione del club quattro estati fa: le sue quote, pari al 2,33%, sono state distribuite in sette parti uguali tra Romano Amadei, Carmelo Salerno, Cesare Roberto, Luca Quintavalli, Mauro Carretti, Giuseppe Fico e Iller Reggiani.
Ieri i soci si sono trovati dal notaio per varare l’aumento di capitale e ripianare le perdite della scorsa stagione. I proprietari hanno tirato fuori di tasca loro altri 400 mila euro. Una somma che si aggiunge alle precedenti iniezioni di capitale.
La Reggiana si appresta dunque a chiudere il bilancio del 2020 ed iscriversi al nuovo campionato con i conti in ordine.
GARANZIA
La filosofia del patron Amadei, così come in precedenza quella dei rifondatori della Reggio Audace, è quella di non fare debiti. Nel panorama attuale del calcio è una garanzia di non poco conto.
Un altro dato saliente è che la compagine societaria è rimasta pressoché inalterata. Dopo gli scossoni che inevitabilmente una retrocessione comporta, ci si poteva attendere anche cambiamenti più significativi. Invece si prosegue nel segno della continuità.
Rivalsa
La parola d’ordine che domina nel mondo granata è rivalsa. Lo ha ripetuto il direttore sportivo Doriano Tosi alla presentazione del tecnico Aimo Diana.
La retrocessione dopo un solo anno di serie B è uno smacco che brucia. La piazza ha digerito questa delusione con grande maturità, ma l’obiettivo di tutti è quello di provare a tornare nel campionato cadetto il più rapidamente possibile, anche grazie alla spinta che il pubblico saprà garantire.
RIFONDATORI
Carretti, Fico e Quintavalli sono al loro quarto anno: quando aderirono al bando del Comune (insieme a Perin, Cristiano Giaroni e Conad Centro Nord), a seguito della mancata iscrizione della Reggiana al campionato di C, si erano impegnati a fare almeno tre anni. Amadei entra invece nel suo terzo anno da patron. In questo lasso di tempo la squadra ha vissuto le emozioni del passaggio dalla D alla B e poi la delusione della retrocessione.
In questi quattro anni la squadra ha sempre avuto un budget adeguato. Dai quasi 2 milioni di euro della serie D ai 12 dello scorso campionato, non si può dire che siano stati lesinati gli sforzi per consentire alla Reggiana di non sfigurare in campo. —
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