Maltrattò la compagna e il figlio appena nato: condannato a 26 mesi
PORTOGRUARO. Chiuse a chiave la compagna e il loro bimbo nato da pochi giorni nella camera di un agriturismo a Chions, in Friuli Venezia Giulia, il 16 marzo 2018.
Il 28 gennaio l’uomo, un quarantenne portogruarese, assistito dall’avvocato Federico Carnelutti, è stato condannato a due anni e due mesi di reclusione per sequestro di persona e maltrattamenti. Il pm Federico Facchin aveva concluso per la condanna a due anni e sei mesi.
La puerpera chiese aiuto singhiozzando dalla finestra, poi chiamò il 112. Subito furono mobilitati i carabinieri della stazione di Azzano Decimo. La neomamma sporse denuncia, riferendo di essere stata malmenata.
Il suo compagno fu arrestato e scarcerato dopo l’interrogatorio di garanzia. Il giudice per le indagini preliminari Monica Biasutti gli impose il divieto di avvicinarsi alla compagna.
Dalle successive indagini emerse che la coppia stava vivendo un momento di difficoltà economica. L’uomo, operaio, aveva perso il lavoro nel Portogruarese ed era venuto in provincia di Pordenone in cerca di un’occupazione. La donna spiegò poi agli inquirenti di essere stata chiusa in camera due volte nell’agriturismo di Chions e una volta in un ostello di San Vito al Tagliamento: poteva uscire solo insieme con il compagno.
La persona offesa ha inoltre precisato che l’imputato l’aveva schiaffeggiata al viso e aveva tentato di strangolarla mentre era in dolce attesa nel gennaio 2018.
La donna ha ricordato un altro episodio avvenuto il 15 marzo dello stesso anno in cui era stata colpita con forti schiaffi a viso e collo dopo essere stata sorpresa a fare le valigie.
L’avvocato Carnelutti nella sua arringa ha chiesto di derubricare l’ipotesi di maltrattamenti in percosse, in considerazione del fatto che erano stati segnalati solo due episodi e per uno mancava la querela della donna, e l’ipotesi di sequestro in violenza privata, osservando che alla compagna era stato lasciato il cellulare.
Il giudice monocratico Eugenio Pergola ha condannato l’imputato confermando le contestazioni mosse dall’accusa (sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia). —