Visite specialistiche, già 27 mila prenotazioni e attese fino a 5 mesi nel Veneziano
VENEZIA. Cala la pressione sugli ospedali veneziani che, dopo due mesi e mezzo di quasi totale riconversione Covid, iniziano a dismettere i primi posti letto, se non interi reparti dedicati alla cura delle persone positive. Un ritorno alla normalità che passa anche dal progressivo ripristino dell’attività ordinaria. Il primo passo verso questa nuova fase ospedaliera sarà lunedì, con il ripristino delle prestazioni ambulatoriali non urgenti, dal 7 novembre sospese e non prenotabili negli ospedali. Per il recupero saranno necessari fino a cinque mesi.
Si tratta di visite specialistiche e di prestazioni di diagnostica ambulatoriale, comprese le attività di libera professione intramoenia. Nelle sole strutture dell’Usl3, si parla di una mole di 15.632 prestazioni in galleggiamento (in attesa della prima data utile per essere eseguite), a cui si sono già aggiunte circa 12 mila richieste arrivate al Cup.
I pazienti saranno ricontattati dall’Azienda sanitaria secondo criteri temporali e di priorità clinica.
«Nel corso dell’emergenza epidemiologica, l’Usl Serenissima ha continuato a garantire negli ospedali la prestazioni specialistiche oncologiche, a carattere d’urgenza e con priorità alta. Ma in questo periodo sono state assicurate anche molte prestazioni non urgenti, gestite negli ambulatori e poliambulatori specialistici dell’Usl 3 diffusi sul territorio» commenta il direttore generale Giuseppe Dal Ben.
Intanto, il Cup ha triplicato le sue linee telefoniche, passate da 105 e 270, con un parallelo aumento del personale dedicato. Le linee telefoniche bidirezionali attive sono passate da 60 a 120 nel distretto di Venezia-Mestre, con 43 operatori disponibili; da 30 a 90 nel distretto di Mirano-Dolo, con 32 operatori in campo; da 15 a 60 nel distretto di Chioggia. Nel caso in cui l’utente non riesca a prendere la linea, sarà ricontattato nel giro di 48 ore. Per le visite di “follow up”, sarà il Cup stesso a contattare direttamente il paziente.
E poi è possibile inviare i dati della propria prescrizione tramite internet e con un’app. Infine, le prenotazioni possono essere fatte anche attraverso le 81 farmacie convenzionate sul territorio. Intanto, il progressivo ripristino dell’attività ordinaria si accompagna alla dismissione delle aree Covid o dei posti letto negli ospedali.
Domenica 31 gennaio chiuderà il reparto Covid 3 all’ospedale di Jesolo. Sarà il secondo reparto Covid a chiudere, dopo il 4, in questa ondata della pandemia. Il personale che sarà “liberato” dai reparti Covid di Jesolo potrà essere reintegrato all’ospedale di Portogruaro in area omogenea e fisioterapia.
Per lunedì primo febbraio è già prevista la ripresa dell’attività specialistica nei tre ospedali del territorio, con otorinolaringoiatria e oculistica che non si sono mai di fatto fermate. Tornando nell’Usl 3, per il momento il solo reparto che è stato chiuso è l’area Covid al quinto piano Dell’Angelo, ricavata all’interno di Medicina. Intanto, visto l’alleggerimento anche nelle aree più critiche, il numero dei posti letto attivati nei reparti di Rianimazione è sceso da 96 a 86. Il calo dei ricoveri nelle aree mediche è invece un terzo. Se questo felice trend dovesse proseguire nei prossimi giorni, si continuerà nell’attività di ridimensionamento dei reparti Covid. —
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