Riecco i Macchiaioli, il 2 febbraio riapre la mostra di Padova
PADOVA. I Macchiaioli incarnano lo spirito di un’Italia che rinasce. Così carichi di speranze ed entusiasmo, liberi e spavaldi nella loro pittura di impegno sociale e civile, si rimettono in mostra a Palazzo Zabarella da martedì 2 febbraio 2021, proprio in un periodo che rispecchia quello in cui si trovarono a muoversi nell’800, un periodo in cui la forza e la reattività sono salienti e indispensabili per rimettere in moto il motore del nostro Paese.
Originali e rivoluzionari. Proprio ora in un periodo cosi impegnativo Palazzo Zabarella espone le loro opere così cariche di emozione e di vita, quella vita vera che risiede nell’anima di ognuno di noi.
Solo alla fine degli anni Settanta si cominciò a definirli idealisti allineati al proprio tempo; quel tempo che li vide impegnati nella rappresentazione di una quotidianità cosi vitale ed importante, nella rappresentazione di valori ed emozioni che legano da sempre l’umanità.
Le opere di Giovanni Fattori e Silvestro Lega definiti classici e reazionari insieme, di Telemaco Signorini così intenso e quotidiano, di Giovanni Boldini così fascinoso e ricco di dettagli nell’interpretazione delle figure maschili e femminili, si affiancano a quelle dei meno noti Adriano Cecioni, Odoardo Borrani, Raffaello Sernesi, Vincenzo Cabianca pittori da riscoprire insieme a Palazzo Zabarella, pittori che evocano sensazioni forti, valori profondi che da sempre appartengono all’umanità e che oggi più che mai si fanno sentire dentro tutti noi.
Rinaldo Cornielo, scultore di origine veneta trapiantato a Firenze, fu il primo collezionista dallo spirito genuino e interpretativo che li rivalutò sulla scena dell’arte proprio nel periodo in cui l’Italia si era aperta alle novità europee: periodo in cui furono esposte grandi opere di Pissarro e Manet nella mostra internazionale della Società Donatello.
I Macchiaioli sperimentarono la pittura all’aria aperta per ottenere una rappresentazione diretta e naturale della realtà, ragionavano “di tocco, di impressione, di valore e di chiaroscuro” (Martelli 1895).
Federico Bano, presidente della Fondazione Bano, annuncia: “Siamo pronti a ripartire alla grande e a rinascere nel segno dei Macchiaoli. Forti e inarrestabili proprio come loro, martedì 2 febbraio riapriremo le porte della grande Mostra: opere senza tempo cariche d’emozione e di vita, dense di sentimento e colore vi aspettano qui a Palazzo Zabarella.”