Stonedrift, la band metal è tornata in pista tra fake news, allarmismi e paura del futuro
REGGIO EMILIA. Contro la disinformazione, contro le difficoltà. Portano avanti un discorso che miscela sonorità e pesante e voglia di esprimere concetti pregnanti e pesanti, i reggiani Stonedrift, band metal reggiana che da poco ha dato alle stampe in formato digitale “Mass Destruction Media”, il nuovo ep di cinque brani fatti uscire assieme alla Volcano Rwcords & Promotion e disponibile in vari formati streaming, accessibili praticamente in ogni parte del pianeta.
«In un momento di estrema incertezza, nel bel mezzo di una tempesta mediatica senza precedenti a fare da specchio a una situazione sanitaria e sociale difficilissima, la musica degli Stonedrift non si ferma e piuttosto prova a rappresentare dalla prospettiva particolare di una band metal, il mondo che ci circonda, tra fake news, allarmismi e disinformazione», racconta il cantante Emiliano Dalcomune
Non si tratta di novità assolute per una formazione con una storia lunga e articolata alle spalle, sempre all’insegna del metal ispirato al classico trash come all’hardcore e a ritmi più sincopati. La band è nata nel 2007 a Rolo dall’unione del batterista Max Marri (voce di Dominance ed Unscarred Italian Pantera Tribute) e del campagnolese Enrico Ascari, già impegnato con Browbeat,Blowin' e Wasting Disease. Nel corso degli anni, il gruppo ha visto diversi cambiamenti, il primo assetto stabile è quello che nel 2010 porta al primo demo e a concerti in festival di rilievo, e di spalla all’ex Skiantos Freak Antoni.
L’attuale gruppo è figlio delle novità del 2015, quando arrivano Emiliano Dalcomune, ben noto nel Reggiano come organizzatore di eventi con la discoteca Tempo, il correggese Luca Cigarini alla chitarra ritmica e Valerio Larcier al basso (ex Coffee Overdrive e Karmian).
Il disco parte da tematiche quanto mai contemporanee. «È vero, sembra ispirato a questo periodo, anche se in realtà è stato composto prima, ma questa fase di emergenza ha amplificato il tema. Si parla di fake news, di informazioni sbagliate che circolano a più non posso, anche e soprattutto sui social un bombardamento di notizie errate, sbagliate, nozioni che portano alla paura, ai timori. Le persone rischiano di impazzire per gestire tutto questo enorme flusso, e il risultato è un grandissimo timore per il futuro», racconta Emiliano, principale autore dei testi. Non c’è solo cupezza, comunque: «I nostri brani hanno una doppia faccia, da un lato vogliono denunciare questa situazione ma dall’altra sono messaggi di speranza, inviti a credere comunque, a non lasciarsi condizionare dalle troppe informazioni e disinformazioni con cui tutti noi dobbiamo convivere ogni giorno», continua Emiliano. Per ora, la campagna degli Stonedrift proseguirà proprio sul web, in attesa di tornare a suonare dal vivo. «Per fortuna per me è sempre stata passione, più che un lavoro, ma chi opera in questo settore si trova in difficoltà enormi, io cerco di sostenere come è possibile aderendo alle varie campagne promosse, pensiamo a loro, appassionati come noi che sono anche i nostri “datori di lavoro” quando suoniamo dal vivo», è la riflessione della voce degli Stonedrif.
«Per ora noi cerchiamo di promuovere al meglio il nostro lavoro, con la massima cura e la massima attenzione, con capillarità, e siamo contenti, siamo coperti praticamente in ogni continente». —
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