Novellara, adescamento di minori: nei guai 63enne. Sequestrate decine di foto e video osceni
NOVELLARA. La strumentazione informatica usata sia per allacciare contatti esplicitamente sessuali via web con minorenni, sia per immagazzinare immagini e video scabrosi sempre con minori come protagonisti.
Ma anche adescamenti in località Bernolda, avvicinando “obiettivi” sotto i sedici anni d’età.
Una vicenda delicatissima che risale al settembre di quattro anni fa e vede come imputato un consulente d’azienda correggese di 63 anni, attualmente in carcere. Per competenza – i reati contestati sono detenzione di materiale pedopornografico e adescamento di minorenni – le indagini sono state svolte dalla Procura di Bologna (nello specifico il pm Roberto Ceroni), ma ora dal tribunale bolognese dove si è tenuta l’udienza preliminare, il caso è stato trasferito a Reggio Emilia davanti al collegio giudicante presieduto da Giovanni Ghini.
Le accuse sono pesantissime e cinque minori (quattro ragazzine e un ragazzino, al tempo fra i nove e i tredici anni) si sono costituiti parte civile tramite l’avvocatessa Vera Sala.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori durante la perquisizione di fine settembre 2017, negli strumenti informatici sequestrati al 63enne (un tablet, un pc, una pen-drive) sono state individuate oltre duecento immagini erotiche con sempre minorenni come protagonisti, per non parlare della cinquantina di video dello stesso tenore, con punte di perversione arrivate ad atti sessuali con animali.
Quest’uomo avrebbe usato sistemi di comunicazione come Skype per adescare i minorenni ed ottenere immagini pedopornografiche, agendo però anche di persona nei pressi della Bernolda avvicinando bambine e bambini «lusingandoli con complimenti, rappresentando loro il suo interesse – si legge nel capo d’imputazione – a poter trascorrere del tempo insieme, prendendoli sulle proprie ginocchia, accarezzandoli e abbracciandoli in modo da arrecare loro fastidio».
Ieri mattina, in tribunale, è stato incardinato il processo che entrerà nel vivo solo fra otto mesi. L’imputato non c’è, comunque rappresentato dall’avvocato difensore Nicola Tria. Il 63enne è rimasto in carcere, ma più avanti sarà sentito in aula come richiesto dal pm Marco Marano.
La difesa ha chiesto la trascrizione di una specifica intercettazione (quella del 23 settembre 2017) agli atti dell’indagine. —
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