Vaccinazioni anti-Covid di nuovo a regime: a febbraio toccherà gli over 80
UDINE. Archiviata, al momento, la fase di rallentamento nel ricevimento e distribuzione dei vaccini Pfizer/Biontech, in Friuli Venezia Giulia è ripresa la somministrazione delle dosi come da programma. Il punto è che l’incertezza, al momento, continua a regnare.
Il programma
«Difficile, se non impossibile, elaborare un calendario preciso delle vaccinazioni anti-Covid 19 - spiega infatti l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi - senza avere certezze, da parte dello Stato, e a oggi non le abbiamo, sui flussi di consegna dei farmaci e sul numero delle dosi. La gestione, per ora, è quasi settimanale ». Considerati i ritardi che si sono registrati, la Regione stima di avviare la vaccinazione degli over 80, ovvero la fascia di popolazione prioritaria dopo gli operatori sanitari e le case di riposo, la seconda settimana di febbraio. E poi la navigazione - per ora - resta a vista, in attesa di certezze sulle consegne dei farmaci già approvati, i vaccini di Pfizer e Moderna, e di quello in dirittura d’arrivo, AstraZeneca, con relative indicazioni sulla somministrazione. Al momento la Germania ha limitato l’impiego di questo farmaco solo nella fascia d’età tra i 18 e i 65 anni.
In arrivo 16.380 vaccini da Pfizer: quasi 42 mila iniezioni tra prima e seconda dose
Le dosi
Intanto giovedì 28 gennaio sono arrivate le dosi promesse agli ospedali del Fvg: 170 dosi di vaccino all’ospedale di Monfalcone, 170 all’ospedale di Tolmezzo, 3.510 all’ospedale di Pordenone, 4.650 all’ospedale di Trieste, 5.850 all’ospedale di Udine. In tutto 16 mila 380 dosi che comprendono circa 6 mila dosi in più di quanto previsto. Si tratta di una sorta di compensazione per il taglio delle forniture della scorsa settimana che hanno privato il Friuli Venezia Giulia del 54% delle dosi promesse trasformando la nostra regione nel secondo territorio d'Italia più penalizzato dopo il Trentino-Alto Adige.
Come avevamo già scritto, in sede di Conferenza Stato-Regioni è stato trovato un accordo che ha permesso di livellare la perdita di dosi, attraverso appunto un meccanismo di compensazione generale, attorno al 29% per singola regione. L’aver ottenuto la sicurezza delle forniture ha permesso alla Direzione Salute di tornare a premere sull'acceleratore sia per quanto riguarda le seconde dosi, sia avviando il trend di recupero delle circa 3 mila 200 persone che si erano prenotate per le prima inoculazione, ma le cui iniezioni erano state rinviate a data da destinarsi.
Disabili
Nei giorni scorsi dalle associazioni dei disabili era stato lanciato un richiamo, a livello nazionale, per l’assenza di riferimenti precisi a questa particolare categoria di persone fragili, rimaste escluse da ogni tipo di pianificazione nazionale. «Vero - riconosce l'assessore Riccardi -, ma non nella nostra Regione. Una volta chiusa l’operazione vaccinazione nelle case di riposo, inizierà quella dedicata alle persone diversamente abili, e su questo - aggiunge - c’è già una disposizione della Direzione Centrale della Salute».
Infermieri
Un appello dal Coordinamento regionale degli Opi (Ordini delle professioni infermieristiche) all’assessore Riccardo Riccardi e al direttore regionale Sanità Gianna Zamaro Zamaro, ai sindacati e ai direttori delle Aziende sanitarie, affinché concedano agli infermieri la possibilità di contribuire alla campagna vaccinale, ma anche all’esecuzione di tamponi o garantire il servizio nelle case di riposo. La richiesta è quella di prevedere una deroga, dal 10 febbraio al 1° settembre «alla esclusività del rapporto di lavoro pubblico infermieristico - spiega il presidente dell’Opi Fvg Luciano Clarizia - affinché questa categoria professionale possa offrire le proprie competenze fuori dall’orario di servizio in modo libero e volontario. La carenza di infermieri coinvolge tutto il sistema socio sanitario regionale e limita la disponibilità di operatori dedicati alla vaccinazione, obiettivo che resta prioritario per tutti i cittadini».
Il piano
A livello nazionale il ministero della Salute ha provveduto ad aggiornare il Piano vaccini Covid 19, e ha pubblicato ieri il decreto - che, però, nasce già vecchio - che replica il precedente aggiornando la quantità di dosi di vaccini che arriveranno in Italia da qui al 2022. Sulla base di questo documento, e relativo crono-programma, entro fine anno la campagna vaccinale dovrebbe concludersi.
Peccato che il Piano non tenga conto delle ulteriori dosi del vaccino Pfizer che l’Ue ha già opzionato, di cui 40,38 milioni destinate all’Italia. Quindi, tenendo conto di questa operazione avvenuta nei primi giorni di gennaio, e sempre che vengano rispettati i tempi di consegna, la fine della campagna vaccinale potrebbe arrivare ben prima di dicembre. Al momento è bene essere prudenti, e fare i conti con ciò che concretamente è possibile fare. E così restiamo in attesa dei rifornimenti settimanali e dell’atteso via libera da parte dell’Ema al prodotto di AstraZeneca. Domani.