Dalla Casa della Beata Osanna Andreasi di Mantova al MoMu: il prezioso merletto va in mostra in Belgio
MANTOVA. Dalla Casa della Beata Osanna Andreasi di Mantova al MoMu, Museo della Moda di Anversa, in Belgio. Sarà un lungo viaggio quello di un merletto di soli 50 centimetri, datato tra fine del Quattro e i primissimi anni del Cinquecento, che sarà uno tra i pezzi più antichi esposti in una mostra dedicata alla storia del costume dalle origini ai giorni nostri.
«Tutto è cominciato alcuni anni fa grazie all'interesse di Thessy Schoenholzer Nichols, una storica del costume svizzera che allora viveva sulle colline fiorentine, che aveva saputo dell'esistenza dell'abito della Beata conservato nella sua casa – racconta Rosanna Golinelli Berto, coordinatrice dell'antica dimora -. E' stato grazie a lei, nel team della mostra, che questo merletto andrà nelle Fiandre come esempio dei primi impreziosimenti che le donne apportavano ai loro abiti, anche a quelli più semplici».
In occasione dello studio sull'abito, rivelatosi, grazie a lei, à la page per l'epoca e non monacale come si era pensato in precedenza, la storica si era occupata anche della valutazione di alcuni brandelli di filati sconosciuti conservati come sorta di reliquie della Beata Osanna, rinvenuti arruffati in un sacchetto.
«C'erano un piccolo sacchetto di lino, un batuffolo di bambagia non ancora filato, alcuni fili non lavorati e altri in un primo stadio di lavorazione – racconta – e poi quel merletto, di cui ha stabilito la datazione ma non la provenienza certa. E' molto probabile che fosse un manufatto di casa, chissà, magari realizzato proprio da Osanna, e, comunque, grazie a lei, conservato fino ad ora. Qualcosa di analogo è stato pubblicato in area veneziana. E' certo che non viene dalle Fiandre da cui spedivano nel mondo la loro preziosa produzione».
La mostra nella città belga, “capitale” dei merletti tra il Quattro e il Seicento, si terrà dal 22 settembre al gennaio 2022.
Nel frattempo l'Associazione per i Monumenti Domenicani, ha avviato l'istruzione della pratica con la Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per ottenere le autorizzazioni necessarie e il consenso del Ministero per i Beni e le Attività culturali.
«Il museo è nato per celebrare la moda nella città, dai merletti di tanti secoli fa alla storia de “I sei di Anversa”, un gruppo di stilisti d’avanguardia che ha rivoluzionato il mondo della moda negli anni Novanta del Novecento – prosegue la coordinatrice -. La mostra sarà un grande evento e avrà quattro sedi. Il nostro reperto sarà esposto nella chiesa barocca di San Carlo Borromeo, in una teca di vetro antiproiettile, dove c'è la sede di un museo dei merletti antichi. Il luogo ha un duplice legame con Mantova e la Beata Andreasi dal momento che, nella chiesa vi sono interventi del Rubens, poi pittore alla corte dei Gonzaga, e che vi si trovano i Bollandisti, i più autorevoli agiografi riconosciuti al mondo, che disegnarono per Osanna il monumento funebre nella chiesa di San Domenico a Mantova, andato distrutto insieme all'edificio, di cui conservano il disegno».