Riparte la distribuzione dei vaccini in Fvg: consegnate 16 mila dosi Pfizer
TRIESTE Archiviata, al momento, la fase di rallentamento nel ricevimento e distribuzione dei vaccini Pfizer/Biontech, in Friuli Venezia Giulia è ripresa la somministrazione delle dosi come da programma. Il punto è che l’incertezza, al momento, continua a regnare. «Difficile, se non impossibile, elaborare un calendario preciso delle vaccinazioni anti-Covid 19 - spiega infatti l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi - senza avere certezze, da parte dello Stato, e a oggi non le abbiamo, sui flussi di consegna dei farmaci e sul numero delle dosi. La gestione, per ora, è quasi settimanale».
Considerati i ritardi che si sono registrati, la Regione stima di avviare la vaccinazione degli over 80, ovvero la fascia di popolazione prioritaria dopo gli operatori sanitari e le case di riposo, la seconda settimana di febbraio. E poi la navigazione - per ora - resta a vista, in attesa di certezze sulle consegne dei farmaci già approvati, i vaccini di Pfizer e Moderna, e di quello in dirittura d’arrivo, AstraZeneca, con relative indicazioni sulla somministrazione. Al momento la Germania ha limitato l’impiego di questo farmaco solo nella fascia d’età tra i 18 e i 65 anni.
Intanto ieri sono arrivate le dosi promesse agli ospedali del Fvg: 170 dosi di vaccino all’ospedale di Monfalcone, 170 all’ospedale di Tolmezzo, 3.510 all’ospedale di Pordenone, 4.650 all’ospedale di Trieste, 5.850 all’ospedale di Udine. In tutto 16 mila 380 dosi che comprendono circa 6 mila dosi in più di quanto previsto. Si tratta di una sorta di compensazione per il taglio delle forniture della scorsa settimana che hanno privato il Friuli Venezia Giulia del 54% delle dosi promesse trasformando la nostra regione nel secondo territorio d'Italia più penalizzato dopo il Trentino-Alto Adige. In sede di Conferenza Stato-Regioni, come noto, è stato trovato un accordo che ha permesso di livellare la perdita di dosi, attraverso appunto un meccanismo di compensazione generale, attorno al 29% per singola regione. L’aver ottenuto la sicurezza delle forniture ha permesso alla Direzione Salute di tornare a premere sull'acceleratore sia per quanto riguarda le seconde dosi, sia avviando il trend di recupero delle circa 3 mila 200 persone che si erano prenotate per le prima inoculazione, ma le cui iniezioni erano state rinviate a data da destinarsi.
Nei giorni scorsi dalle associazioni dei disabili era stato lanciato un richiamo, a livello nazionale, per l’assenza di riferimenti precisi a questa particolare categoria di persone fragili, rimaste escluse da ogni tipo di pianificazione nazionale. «Vero - riconosce l'assessore Riccardi -, ma non nella nostra Regione. Una volta chiusa l’operazione vaccinazione nelle case di riposo, inizierà quella dedicata alle persone diversamente abili».
Un appello è arrivato anche dal Coordinamento regionale delle professioni infermieristiche affinché sia concessa agli infermieri la possibilità di contribuire alla campagna vaccinale e all’esecuzione di tamponi. La richiesta è quella di prevedere una deroga, dal 10 febbraio al 1° settembre «alla esclusività del rapporto di lavoro pubblico infermieristico - spiega il presidente dell’Opi Fvg Luciano Clarizia - affinché questa categoria professionale possa offrire le proprie competenze fuori dall’orario di servizio in modo libero e volontario». —