La Juve troppo forte. Cala il poker e la Spal è eliminata
TORINO. L’impresa di passare il turno era ardua e lo si sapeva. La sorprendente Spal, capace di arrivare fino ai quarti dopo aver eliminato il Sassuolo a domicilio nel turno precedente, è stata fermata all’Allianz da una Juve (quasi) B, ma comunque di un certo livello rispetto ai biancazzurri. Sarebbe stato troppo andarsi a prendere la doppia sfida con l’Inter.
PASSIVO BUGIARDO
Spal che pure ha cambiato tanto come la Juve, con il tecnico Marino che ha dato spazio a Torino a chi ha giocato meno, in particolare Seck e Brignola, con un occhio al campionato che si è fatto interessante per la Spal. Per questo il test in casa della Juve può essere importante, il passivo (4-0) è pesante e anche un po’ bugiardo. L’intenzione dell’allenatore siciliano era quella di provare a dare un’impronta di gioco anche contro un avversario qualitativamente superiore, seppur in formazione rimaneggiata, infarcita di giovani e seconde linee.
La Spal ha provato a farlo spesso nel primo tempo, sfruttando l’assestamento iniziale di una Juventus alquanto inedita. Quando però i bianconeri l’hanno messa sul piano della qualità, hanno avuto la meglio, poggiandosi su un Morata molto mobile e che non ha dato riferimenti. Lo spagnolo ha messo in difficoltà soprattutto Okoli e ha chiamato subito Berisha (8’) al primo intervento della serata, smanacciando un fendente dal limite.
EPISODIO CHIAVE
L’episodio che ha sbloccato il match, però, è arrivato dalla parte opposta, con un’azione personale di Rabiot fermato in area da Vicari: l’arbitro prima ammonisce per simulazione il francese, poi si ravvede grazie al Var. E dal dischetto Morata non perdona. Nonostante lo svantaggio, la Spal non si è persa d’animo, ha provato a fare quello che più gli riesce e ha cercato di attivare l’imprevedibilità di Brignola. L’ex Sassuolo ha avuto maggiore spazio sulla sua fascia, dato che Frabotta è stato tenuto molto alto da Pirlo. L’intensità dei biancazzurri e il buon atteggiamento della prima mezz’ora hanno prodotto solo qualche conclusione dalla distanza. E così la Juve al 32’ ha deciso di blindare la qualificazione con un mancino del giovane Frabotta, deviato da Esposito (che aveva perso il pallone in avvio di azione).
SFILACCIATA
Con il risultato ormai indirizzato e con il pensiero ai rispettivi campionati, Juventus e Spal hanno dato vita ad una ripresa più bruttina, con ritmi più bassi e anche un po’ spezzettata dai vari cambi. I bianconeri hanno cercato di calare il tris puntando soprattutto sul duo Morata-Kulusevski, la Spal si è sfilacciata presto dalla cintola in su, tanto che il primo tiro in porta l’ha trovato solo al 27’ col neo-entrato Valoti (senza dare problemi a Buffon).
Non ha mai rinunciato, però, la squadra di Marino a pressare alto la Juventus cercando di tenerla lontana dalla propria metà campo. Da una situazione simile ha sbagliato Tomovic ad innescare Seck per il possibile 3-1, con l’ex clivense che poi in fase d’impostazione al 78’ ha regalato il 3-0 alla Juve. In pieno recupero Chiesa ha anche calato il poker. Un passivo troppo pesante per la Spal che esce dall’Allianz e dalla Coppa Italia comunque a testa alta. —
Alberto Gosetto
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