Seck la nuova promessa della Spal di Marino. Dal Sasso Marconi a titolare contro la Juventus
TORINO. Lui nel pungente freezer dello Stadium si è di certo divertito. E anche parecchio. Perché, in attesa di nuove probanti sfide, per il giovane Demba Seck la personale serata calcistica vissuta a Torino è stata la più importante (fin qui) della sua giovane e promettente carriera. L’augurio è che possano seguire altri appuntamenti di rilievo. Che di certo non pioveranno per grazia ricevuta, ma dovranno esser il giusto premio conseguente del lavoro quotidiano che sta facendo alla Spal. Prima con la formazione Primavera, poi con la prima squadra guidata da mister Marino.
CHE SALTO
E pensare che il senegalese classe 2001 lo scorso anno si destreggiava a Sasso Marconi con le 25 presenze stagionali complessive racimolate tra il “Giacomo Carbonchi” e le ostiche trasferte territoriali che solo la serie D sa offrire. L’impegno, le evidenti qualità, la fiducia della società biancazzurra (a partire dal settore giovanile) e quella di mister Pasquale Marino che prima di ieri l’aveva già chiamato in causa in più di una circostanza stagionale (in Coppa Italia assolutamente decisivi il gol a Crotone e l’assist col Sassuolo).
Seck si è così meritato l’emozione di scendere in campo da titolare annunciato al cospetto della Juventus e chissà cosa avrà mai pensato al ventesimo del primo tempo quando ha potuto calciare verso la porta di un certo Gigi Buffon. Conclusione che poi gli è uscita debole. Per il resto nella prima frazione ha letteralmente fatto ammattire Dragusin, tentando forse qualche dribbling di troppo e sciupando poi una ghiotta circostanza nata da uno spunto di Brignola sulla destra. Frenesia ed emozioni, comprensibili e che di certo con l’aumentare dell’esperienza saranno meglio gestite.
TACCUINI
I pochi addetti ai lavori presenti hanno di certo preso appunti sul giovane spallino in maglia 80 e di certo prima o poi il telefono del suo procuratore (Beppe Riso) squillerà, perché le grandi squadre monitorano sempre talenti così evidenti e con parecchi margini di crescita. Tornando alla prestazione: col passare dei minuti Seck è calato rispetto alla prima mezzora ben giocata e anche gli avversari hanno preso qualche misura correttiva. Anche usando un po’ di malizia, come Rabiot con una spintarella galeotta al limite dell’area di rigore.
L’ALTRO GIOVANE
Il tutto mentre da inizio ripresa erano iniziate le operazioni di riscaldamento da parte di Luca Moro (2001), entrato al 65’ al posto di capitan Floccari per posizionarsi come terminale offensivo nella morsa avversaria composta da De Ligt e Demiral. Inevitabile immaginare la cascata di pensieri volati nella stanza durante la nottata torinese di Seck e Moro: tornati stamattina in treno a Ferrara col resto dei compagni. —
Alessio Duatti
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