Lotteria degli scontrini, pronti solo pochi negozi
«Siamo pronti col 20-30 percento dei registratori di cassa, in ogni caso molti commercianti hanno scelto di non aderire all’iniziativa», denuncia Nico Gronchi, presidente Confesercenti Toscana, che sulla lotteria degli scontrini non risparmia parole di fuoco: «Il giudizio del sistema delle imprese e del commercio è pessimo per il momento in cui questa novità viene introdotta, e la proroga all’avvio (inizialmente previsto per il 1° gennaio) è insufficiente». L’iniziativa infatti partirà ufficialmente il 1° febbraio, ma - stando così le cose - circa un acquisto su quattro effettuato nei negozi della nostra regione non sarà valido ai fini del conteggio degli scontrini. È tranciante il giudizio di Gronchi, che a nome dei suoi associati racconta: «La lotteria è l’ennesima "tegola" sul sistema del commercio, che ha pagato il prezzo più caro della crisi economica causata dalla pandemia. Non siamo contrari al piano cashless di per sé, ma questo è il momento più sbagliato per introdurre la novità, specialmente perché molte attività nel resto del Paese si trovano ancora in zone rosse».
Secondo il presidente infatti l’iniziativa del governo fa ricadere rischi e spese sulle spalle degli esercenti: «Aggiornare un registratore di cassa costa fra le 50 e le 2-300 euro che dobbiamo pagare di tasca nostra, e chi ha un registratore che non può essere aggiornato deve per forza comprarne uno nuovo. La legge poi prevede - aggiunge - che l’acquirente possa segnalare il commerciante che non aderisce alla lotteria; in tal modo l’esercente, oltre a perdere il cliente, può incorrere in una verifica (la norma parla di un generico accertamento, poi bisognerà vedere in che cosa consiste) da parte di Agenzia delle Entrate».
Questo, almeno, a partire dal 31 marzo, termine della fase di avvio dell’iniziativa. «Abbiamo fatto il nostro mestiere finché si è potuto, chiedendo e ottenendo il rinvio di cui sopra», prosegue Gronchi, che infine rilancia e conclude: «Entro giugno dovremo fare anche l’adeguamento al nuovo formato Xml7 per la fattura elettronica, il che vuol dire nuove spese sempre a carico nostro; ed è sbagliato che si debba pagare tutto noi. Attraverso le nostre sedi territoriali continueremo a fornire supporto ai nostri associati, mentre a livello nazionale insiteremo nel chiedere al governo incentivi diretti o crediti d’imposta per gli esercenti».
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