Simona, sessanta giorni per i risultati dell’autopsia: la sua morte è un mistero
PIOMBINO. C’è massimo riserbo sui risultati dell’autopsia su Simona Giuliano, condotta mercoledì 27 dal dottor David Forni all’istituto di medicina legale di Pisa. Presente anche un perito nominato dai familiari della 42enne fiorentina, da alcuni mesi residente a Piombino, trovata morta il 20 gennaio tra gli scogli del Falcone.
Forni ha tempo 60 giorni ma procura e investigatori contano di avere in tempi più brevi notizie importanti per l’indagine: la ferita alla testa è compatibile con una caduta ma con l’autopsia altri elementi potranno chiarire se la donna abbia avuto ad esempio un improvviso malore, eventuali segni sul corpo potrebbero avvalorare altre tesi. Del resto tutte le opzioni sono considerate valide, al momento, anche se nessuna delle ipotesi può essere avvalorata senza altri riscontri, che potrebbero venire appunto dall’ autopsia.
Quel giorno Simona Giuliano aveva lavorato fino alle 12,30 nella sede dell’Alleanza assicurazioni, poi aveva dato appuntamento ai colleghi per le 15,30, quando aveva in calendario l’incontro con un cliente. Anche la possibilità di verificare i suoi movimenti attraverso le telecamere si arresta a piazza della Costituzione, poi da lì non ci sono più dispositivi. Per il resto niente biglietti e anche l’esame di telefonino e pc non pare aver offerto nuovi spunti investigativi. Dall’uscita dal lavoro al ritrovamento del suo corpo senza vita sembra non ci siano testimoni che l’abbiano vista, nemmeno vicino al luogo dove ha parcheggiato la sua Citroen C3. Alle 15 alcuni passanti avevano trovato il suo zaino, con cellulare e documenti, in un cespuglio sul punto da dove, comunque sia andata, è precipitata. Poi lanciato l’allarme dai colleghi, il ritrovamento del corpo da parte della polizia. —
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