Gli Uffizi diffusi arrivano in Valdelsa, l’Ambrogiana è il futuro. Schmidt: «Il luogo giusto»
MONTELUPO FIORENTINO. I capolavori d’arte custoditi nei depositi degli Uffizi potranno avere un splendida valorizzazione all’interno della villa medicea Ambrogiana. Di questo ne sono sicuri, e garanti, il sindaco di Montelupo Fiorentino Paolo Masetti, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il direttore degli Uffizi Eike Schmidt. Insieme a loro, questa mattina (giovedì 28) hanno fatto loro corona, tutti i sindaci dei Comuni dell’Empolese Valdelsa, e il consigliere regionale Enrico Sostegni e il senatore Dario Parrini per sancire la volontà di appoggiare l’iter che in un prossimo futuro porterà la villa Ambrogiana ad aprire le porte ai visitatori che soltanto in rare e preziose occasioni (come le Giornate indette dal Fai) hanno potuto ammirare. Una visita propedeutica a quanto il presidente della Regione Giani ha voluto oggi rimarcare.
«La Villa Ambrogiana ha una vocazione naturale – spiega il presidente Giani – una villa medicea bellissima, l’unica che è poggiata sull’Arno, il fiume che è il perno della Toscana. Ora la Villa è attesa ad un’altra funzione importante, dopo aver ospitato i malati di mente, ovvero è vocata all’espressione della Bellezza. Questa è l’idea del direttore Schmidt, che condividiamo. Ovvero che gli Uffizi non siano più soltanto la Galleria di Firenze ma riprendendo la sua funzione storica, siano la Galleria della Toscana. E va dato atto al sindaco Masetti di aver richiamato l’attenzione di tutti con questa candidatura della villa Ambrogiana come sede degli “Uffizi diffusi”. Questo progetto, condiviso da me e da Schmidt, è diventato un esempio di che cosa potranno diventare gli Uffizi diffusi. Quando le opere che ora sono presenti nei depositi potranno uscire avranno come sedi luoghi eccellenti. Penso alla Villa medicea di Careggi, alle Terme Excelsior di Montecatini, alle Terme Corallo di Livorno, al palazzo Grifoni di San Miniato o ad altre località toscane (Poppi e Pescia). Altre proposte sono state avanzate ma di tutte queste quella dell’Ambrogiana è il perno. E il nostro incontro conferma come questa proposta sia la più concreta. Si tratta di una tappa molto importante verso quel protocollo d’intesa che concretizzerà questa idea e con Schmidt passerà alla storia».
Passi avanti, comunque, sono già compiuti anche nel progetto della villa di Careggi dove ci sono già finanziamenti. Si parla di apertura della limonaia e del giardino alla fine del 2022 e struttura aperta alla fine del 2024.
Ma che l’idea di esportare le bellezze custodite negli Uffizi a Firenze non è paternità del direttore Schmidt. A riconoscerlo apertamente è lui stesso: «Il merito va a Cosimo I e Anna Maria Luisa de’ Medici, che il 31 ottobre 1737 lega il patrimonio mediceo alla Toscana e alla sua capitale . Questa è la vocazione. Ci sono migliaia e migliaia di opere che sono in attesa di vedere la luce. E anche la villa Ambrogiana potrà accogliere centinaia di opere che storicamente le spettano visto che risalgono al Seicento e primo Settecento. È il luogo giusto. Per questo è un ritorno a casa. e noi stiamo lavorando perché questo progetto si possa realizzare. Arricchendo le collezioni con opere che possano raccontare la storia del luogo, collegate, nel caso concreto, con Ferdinando I e Cosimo III de'Medici. Una rinascita, quella dell’Ambrogiana e della villa dei Careggi, alla quale parteciperanno altre sedi di tutta la Toscana». —