Un urlo straziante e poi il silenzio: la battuta di caccia tra amici finisce in tragedia
CHIANNI. Un urlo straziante e poi il silenzio. La battuta di caccia al cinghiale organizzata in amicizia tra le squadre di Terricciola e Peccioli finisce in tragedia. Mario Molesti, 70 anni di Peccioli, viene ucciso per errore da un altro cacciatore. Sono le tre del pomeriggio, i cinghialai sono schierati nelle poste messe in successione e distanziate all’interno del bosco di castagni in località “I Gulfi” nella zona del Garetto. I cani scovano due cinghiali che attraversano la vegetazione. Uno dei cacciatori di Terricciola, un uomo di 62 anni, molto esperto di caccia, prende il fucile e spara verso un cinghiale, stando alla prima ricostruzione e alle sue dichiarazioni all’arrivo dei carabinieri di Chianni. Il grosso animale è lì davanti a lui, lo vede, lo sente muoversi tra la vegetazione. Ma la pallottola rimbalza contro una pietra o un albero. Una sola, ma è sufficiente per uccidere. Attraversa il bosco per circa settanta metri e colpisce Molesti che è seduto di posta molto più in basso, lungo una delle strade sterrate tagliafuoco.
La vittima si trova quindi sotto rispetto al cinghiale e alla postazione dell’altro cacciatore. Il proiettile colpisce all’addome Molesti, che muore nel giro di pochi minuti. I primi a soccorrerlo sono i compagni impegnati nella stessa battuta. La disperazione è in mezzo a loro, mentre chiamano i soccorsi. «Dai Mario, rispondi...», gli gridano i compagni più vicini, mentre altri corrono verso il pensionato che in pochi secondi perde conoscenza e non si riprenderà mai più. Mario è lì sotto i loro occhi sconcertati. Supino accanto alla sua postazione e al “sedulino”, come i cacciatori chiamano il seggiolino pieghevole, inseparabile sostegno nelle lunghe giornate nei boschi in cerca di selvaggina.
Quelli che seguono sono minuti interminabili, in attesa dell’arrivo dei mezzi del 118. La prima chiamata alla centrale dell’emergenza sanitaria lasciava aperta una speranza. «C’è un uomo lungo la strada, vicino alla provinciale per Miemo, all’incrocio per il Garetto, è ferito da un’arma da fuoco». Tra i cacciatori c’è anche un medico di Chianni, Umberto Giani. Qualcuno va a chiamarlo, gli chiede di fare un miracolo. «Per me la caccia è finita», si dispera un altro. Ma è tutto inutile, lo capiranno di lì a poco. A tragedia compiuta arrivano i carabinieri. Il cacciatore che ha sparato al cinghiale è il primo a disperarsi e a farsi avanti per raccontare cosa è successo, come è morto l’amico. I militari dell’Arma sentono i primi testimoni sul posto, altri saranno convocati in caserma. Arriva anche un avvocato per assistere il 62enne che ha sparato.
Dopo le 17.50 la salma viene recuperata per essere trasportata all’istituto di medicina legale. Sulla tragedia c’è ora un’inchiesta della Procura di Pisa che procede per omicidio colposo nei confronti del cacciatore che ha sparato.
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