L’Rt scende a 0,95: la Toscana verso la conferma in "zona gialla"
FIRENZE. Focolai e contagi sono aumentati. Una curva lieve, senza picchi. L’unica avvisaglia di un’epidemia che, dopo la seconda ondata di ottobre e novembre, la Toscana sembra ormai aver domato.
Sì perché la regione si appresta ad entrare nella quarta settimana consecutiva di zona gialla. La bozza giunta ieri sera alla task force dall’Istituto superiore di sanità conferma uno scenario di sostanziale stabilità. Dati e parametri sul contagio oggi verranno sottoposti a una rifinitura dopo le ultime osservazioni dell’assessorato alla sanità, ma dalla revisione nessuno si aspetta un “ribaltone”. Così venerdì la Cabina di regia e il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbero confermare ciò che le stime della Regione prevedono già da un paio di giorni: la Toscana resta una delle regioni classificate a basso rischio, anche se numero di contagi, numero di focolai e incidenza sugli abitanti, nella settimana presa in esame, quella dal 18 al 24 gennaio, hanno registrato una leggera crescita rispetto alla settimana precedente.
È l’Rt questa volta il fattore decisivo, quello che ci garantisce la permanenza nel colore a cui i Dpcm attribuiscono le restrizioni minori, che soprattutto danno a bar e ristoranti la possibilità di restare aperti almeno fino alle 18. L’indice di contagio, calcolato sulla settimana precedente, quella dall’11 al 17, è oscillato fra 0,94 e 0,96, facendo segnare una media di 0,95. «Abbiamo dati che ragionevolmente possono farci pensare di rimanere nella zona gialla anche la prossima settimana», dice in mattinata Eugenio Giani. «Ancora non possiamo trarre conseguenze formali, ma i dati che sono il frutto dell’elaborazione dei numeri che avrà domani l’Istituto superiore di sanità, per creare il report di monitoraggio che sarà esaminato dalla Cabina di regia dopodomani a Roma, ci portano ad essere moderatamente ottimisti», aggiunge il presidente parlando di «stabilizzazione» che «ci porta a dire che, ad esempio, la scelta coraggiosa di riportare i ragazzi a scuola nelle secondarie superiori l’11 gennaio non ha assolutamente influenzato l’andamento pandemico».
Fra i parametri più rassicuranti, quelli sui ricoveri. La Toscana è una delle regioni con il tasso di occupazione dei posti letto nelle aree Covid più basso di Italia. In terapia intensiva è occupato il 18% dei posti letto, contro una media nazionale del 27%, vicina alla soglia di rischio del 30%; nei reparti di degenza ordinaria, dove il campanello d’allarme scatta al 40% di occupazione, la regione è al 13% contro la madia nazionale del 33%. Un peso, credono nella task force, potrebbero cominciare ad esercitarlo i vaccini nelle Rsa, dove in due mesi si sono dimezzati i contagi e un calo evidente si è registrato anche nelle ultime settimane. Certo, l’epidemia si tiene sotto controllo spegnendo i focolai e spezzando le catene di contagio. E sebbene il tracciamento si al 100%, l’Rt continua a oscillare fra 0,9 e 1 virgola qualcosa. E anche un decimale sopra l’1 è il segnale di un contagio ancora vivo, di una brace che non riesce a spegnersi ancora del tutto. Significa infatti ogni persona infetta ne contagia almeno un’altra.
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