Anche la Fondazione San Carlo al “matrimonio” dei sette giganti della Cultura italiana
Michele Fuoco
La cultura crea altra cultura con ìl nuovo consorzio editoriale, “Incipit”, a cui aderiscono la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Fondazione Feltrinelli di Milano, la Fondazione Gramsci di Roma, l’Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli, l’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento di Firenze e il Museo Galileo (Istituto e Museo di Storia della Scienza) di Firenze. E non poteva mancare la Fondazione San Carlo di Modena. La convenzione è stata siglata pochi mesi fa dai presidenti delle sette istituzioni culturali e accademiche (Giuliano Albarani per il San Carlo), tra le più importanti in Italia, in grado di costruire programmi di ricerca, discussioni, seminari, convegni per una più estesa ed efficace circolazione di intelligenze e della cultura. A un Comitato scientifico, presieduto dal professore Michele Ciliberto dell’Istituto Nazionale sul Rinascimento di Firenze e composto dai rappresentanti di ciascuna istituzione, è affidato il coordinamento dell’attività editoriale e la definizione delle linee strategiche del progetto. Ne fa parte per la Fondazione San Carlo il direttore scientifico Carlo Altini.
Quale scopo si prefigge il consorzio?
«Lo scopo è duplice. Da un lato, creare un polo culturale e accademico europeo che faciliti lo sviluppo degli studi umanistici e la crescita dei giovani ricercatori su temi classici che abbiano anche rilevanza nell’età contemporanea. Dall’altro lato, favorire la pubblicazione di testi e studi di carattere interdisciplinare capaci di documentare gli avanzamenti più recenti della ricerca umanistica, sulla base sia del lavoro sinergico di tutte le istituzioni coinvolte, sia del decisivo contributo editoriale delle Edizioni della Normale, l’organo editoriale della prestigiosa Scuola pisana che costituisce la struttura editoriale anche del consorzio “Incipit”».
Altri aspetti da evidenziare?
«Particolare attenzione alla valorizzazione dei rapporti tra cultura umanistica e cultura scientifica, cruciali per interpretare e comprendere in chiave storica e teorica i processi e i fenomeni caratteristici delle società contemporanee. Ma anche la promozione di edizioni in formato digitale, così da garantire, insieme con la pubblicazione cartacea, una circolazione ampia dei volumi, presso un pubblico vasto e diversificato».
Quali i vantaggi della Fondazione San Carlo?
«Grazie alla partecipazione attiva al consorzio, che per noi è motivo d’orgoglio, la Fondazione San Carlo proseguirà e rafforzerà l’impegno nel campo della ricerca accademica e della diffusione editoriale in campo umanistico. Il consorzio ha già in cantiere, per quest’anno, la pubblicazione di alcune opere importanti. I classici, in primo luogo. La scoperta di alcuni testi inediti di Machiavelli permetterà a Daniele Conti di pubblicare la trascrizione con commento di alcuni testi machiavelliani sulla storia d’Italia. In seguito a un lavoro di ricerca pluriennale, pubblicherò una nuova edizione critica degli “Elementi di legge naturale e politica”, una delle principali opere di Hobbes. Ma, oltre a questi classici, “Incipit” pubblicherà gli esiti degli studi di professori e ricercatori afferenti ai sette istituti culturali, tra cui una monografia di Michele Ciliberto sulla fortuna di Shakespeare nella cultura italiana e un volume con scritti di autori diversi sul processo di integrazione europea a cura dei ricercatori della Fondazione Feltrinelli. La Fondazione San Carlo, in particolare, promuoverà la pubblicazione di un volume, dal titolo “Concezioni della materia tra medioevo ed età moderna”, che raccoglierà le ricerche di 12 studiosi di filosofia che ricostruiranno le principali modalità con cui la cultura occidentale ha interpretato la materia».
Oltre alle pubblicazioni?
«Il consorzio mira non solo a pubblicare volumi pensati e costruiti in autonomia all’interno di ogni singola istituzione, ma anche quello di costruire un modello inedito di collaborazione culturale, promuovendo progetti di ricerca e pubblicazioni che vedano la partecipazione collettiva dei ricercatori dei diversi istituti, così da far circolare idee e persone in modo trasversale. In questa direzione, sono in programma seminari e convegni su temi quali “filosofie della storia”, “storia naturale”, “filosofia e scienza” e “concezioni della paura”. Dalle discussioni, che emergeranno negli incontri delle sette istituzioni, nasceranno nuove pubblicazioni per il prossimo anno e per il 2023. Da costruire anche forme di finanziamento per i giovani ricercatori ».
Si pensa anche di aprire “Incipit” a istituzioni straniere?
«Una volta consolidata questa collaborazione trasversale, il passo successivo di “Incipit” potrebbe essere, fra un paio d’anni, verso la costruzione di rapporti internazionali, in modo da allargare questo polo culturale e accademico ad altre istituzioni europee. Come Fondazione San Carlo abbiamo collaborato, da parecchi anni, con importanti centri di studi e ricerca di altri paesi, in particolare della Francia». —
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