Montefiorino. Morti nelle Cra, archiviazione chiesta per “Casa Speranza”
La Procura ha richiesto l’archiviazione per una terza casa di riposo dove si sono verificati decessi: si tratta di “Casa Speranza” di Montefiorino dove i morti sono stati 15. In seguito a questi decessi è stato presentato un esposto da parte della famiglia di un anziano venuto a mancare a causa del Covid.
Questa richiesta di archiviazione arriva dopo quelle relative a Villa Margherita di Modena e l’Opera Pia Castiglioni di Formigine. Anche in questo caso, com’era stato per le prime due Cra, la Procura non ha ravvisato elementi di irregolarità nella gestione dell’emergenza Covid. Nel caso di “Casa Speranza” c’era un indagato: il legale rappresentante della struttura.
Durante gli approfondimenti, si sono ricostruite tutte le fasi della gestione dell’emergenza legata al Coronavirus: non sono state riscontrate negligenze o irregolarità. Fin dall’inizio, infatti, è stato constatato, l’attività svolta all’interno della Cra è stata conforme alle indicazioni date. In più, è stato considerato che si era nel corso della prima ondata di contagi, in una fase della pandemia ancora iniziale.
L’avvocato Gianni Casale del comitato “Emilia Romagna parenti delle vittime in Rsa e Cra” ha spedito richiesta di accesso al fascicolo in procura e presenterà richiesta di accesso agli atti direttamente alla struttura. Anche in questo caso, quindi, come per Villa Margherita di Modena, dove si è verificato il decesso di un’operatrice di 36 anni, tra le più giovani vittime del Covid, e l’Opera Pia Castiglioni di Formigine, il comitato presenterà opposizione alla richiesta di archiviazione.
Nel frattempo, c’è attesa per l’udienza fissata dal gip per decidere in merito alle due opposizioni alle richieste di archiviazione. Udienza in seguito alla quale il giudice potrebbe ritenere utili altre indagini e ne può indicare i temi, o decidere di archiviare, o procedere con l’imputazione coatta. Verrà deciso quale di queste strade intraprendere. L’imputazione coatta è la strada richiesta dal comitato, che per le due prime Cra oggetto di richiesta di archiviazione da parte della procura.
Se, infatti, come detto, per i pm nessun comportamento scorretto è stato ravvisato e gli operatori non hanno commesso sottovalutazioni tali da indurre la morte dei residenti della struttura, per il comitato si poteva fare molto per prevenire quei decessi. E lo stesso comitato, tramite l’avvocato Casale, chiede che si vada a processo in modo da poter chiarire e argomentare dettagliatamente quanto è accaduto nelle Cra e verificare con accuratezza le responsabilità in merito. —