Rubava mail con dati aziendali, condannato a sei mesi impiegato della Pubblivision Srl
TREVISO. È stato condannato a sei mesi di reclusione (pena sospesa) e al risarcimento da definire in sede civile R.G., 37 anni, originario di Jesolo e residente a Quinto, accusato di aver attivato, senza autorizzazione da parte della sua azienda, da cui si stava licenziando, un sistema per deviare le mail indirizzate all’amministratore della società per cui lavorava, la Pubblivision srl.
Il giudice Leonardo Bianco l’ha invece assolto dall'accusa di aver cancellato senza autorizzazione tutte le mail arrivate al suo indirizzo di posta personale, disattivato i backup automatici del suo computer e aver pubblicato, sempre senza autorizzazione, i video promozionali confezionati dal suo datore di lavoro. I fatti risalgono al periodo compreso tra l’aprile del 2016 e il novembre dello stesso anno e avvengono all’interno della Pubblivision srl, un'agenzia pubblicitaria di Cison di Valmarino.
L’imputato era stato descritto dai colleghi e dal perito che ha fatto le analisi sul suo computer, sentiti in aula, come una persona che aveva «conoscenza informatiche sopra la media degli altri dipendenti». In altre parole era riuscito a far sì che la email, tutte dirette al suo account personale, venissero reindirizzate ad un casella posta fatta su Gmail e attribuibile all'imputato. Un artificio che avrebbe utilizzato per entrare in possesso di informazioni riservate.
L'imputato, infatti, avrebbe architettato il meccanismo in quanto, nell'orario di lavoro, svolgeva in realtà mansioni che gli venivano affidate da clienti personali. La deviazione del traffico di posta elettronica sarebbe andata avanti per sette mesi, tra l'aprile e il novembre del 2017. Scoperto l’imputato avrebbe dato le dimissioni, a cui è però seguito il licenziamento in tronco per giusta causa da parte dell’azienda (costituitasi parte civile con l’avvocato Luigi Zancanaro).
Nel corso dell’udienza di ieri, il pubblico ministero Barbara Sabattini, al termine della requisitoria ha chiesto la condanna dell’imputato ad un anno e sei mesi di reclusione. Da parte sua la difesa ha chiesto l’assoluzione dell’imputato che ha sempre respinto ogni accusa che gli era stata rivolta dai vertici della sua ex azienda.
Alla fine, il giudice penale, dopo essere uscito dalla camera di consiglio, l’ha condannato a 6 mesi di reclusione concedendo anche il beneficio della sospensione condizionale della pena. —
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