Crisi di governo e caos vaccini minano la fiducia dei consumatori
ROMA. In Italia la fiducia dei consumatori cala a gennaio con l’indice sceso da 101,1 a 100,7. Sale invece leggermente il composito del clima di fiducia delle imprese che comprende commercio, costruzioni e servizi: a gennaio l'indice si porta a quota 87,9 da 87,7 registrato a dicembre, trainato dal settore dei servizi, dalle aspettative sull'occupazione nelle costruzioni e da quelle sulle vendite nel commercio al dettaglio. All’interno dell’indice delle imprese si muove invece all’indietro il comparto della manifattura: nel mese in esame la fiducia nella manifattura cala a 95,1 da 96 (rivisto da 95,9) di dicembre. I dati sono stati diffusi questa mattina dall’Istat e rivelano il clima di incertezza nel Paese e un passo indietro nel percorso di risalita del paese.
«Dopo la ripresa di dicembre legata all’effetto Natale, la fiducia dei consumatori torna a registrare numeri negativi – spiega il presidente Carlo Rienzi – Sulle aspettative dei consumatori pesa la situazione di instabilità che caratterizza il nostro paese, sia sul fronte sanitario che su quello politico, e la crisi di Governo ha avuto effetti negativi sulle attive circa la situazione generale dell’Italia».
In primo piano il caos vaccini ma anche le restrizioni legate all’emergenza sanitaria. Le prospettive per i prossimi mesi potrebbero risentire dei numeri di oggi. «Il dato sulla fiducia ha conseguenze dirette sulla propensione alla spesa delle famiglie e sui consumi, che rischiano di subire nel primi mesi del 2021 una ulteriore contrazione» ricorda Rienzi.
Per l’Unc i dati di oggi rivelano un allarme. «Il problema non è l'entità del calo, molto lieve, ma il fatto che non ci sia stato nessun effetto vaccino. Ha prevalso l'effetto lockdown. Insomma, per gli italiani nessun ottimismo può esserci fino a che si deve restare con le serrande abbassate e chiusi in casa. Se non si riesce più ad arrivare alla fine del mese non c'è vaccino che tenga e che serva» afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.