Pasqualin: «Sorpreso dalla cessione di Lasagna al Verona: per adesso i bianconeri sono più deboli di prima»
UDINE. Il mercato lo conosce come le sue tasche e vista l'esperienza maturata in tanti anni di carriera, l’opinione di Claudio Pasqualin è sempre un riferimento per tifosi e addetti ai lavori. Quelli bianconeri stavolta non saranno molto contenti leggendo le dichiarazioni rilasciate in merito al mercato di riparazione dell’Udinese, squadra che a detta del procuratore udinese si è indebolita con la cessione di Kevin Lasagna al Verona e il contemporaneo arrivo di Fernando Llorente.
Pasqualin, sorpreso dalle prime mosse in entrata e in uscita di casa Pozzo?
«Direi di sì perché allo stato attuale con l’uscita di Lasagna e l’ingresso del solo Llorente l’Udinese è meno forte e ci rimette dal punto di vista tecnico-tattico, visto che si andrà a modificare l’assetto di gioco, a meno che non arrivi un altro attaccante dalle caratteristiche più simili a quelle di Lasagna».
Quale aspetto non la convince?
«A Lasagna quest’anno ha detto male, ma resta più forte di Llorente che per caratteristiche ed età è imparagonabile a Kevin».
Perché, a suo dire, l’Udinese ha fatto questo tipo di operazione, considerando che lo spagnolo è prossimo ai 36 anni?
«L’Udinese va su un profilo del genere per una serie di rapporti che nel mondo del calcio contano, e sappiamo bene che i rapporti tra Pozzo e De Laurentiis sono buoni. Penso che a prendere Llorente si faccia un favore al Napoli».
E se a Llorente si aggiungesse Cutrone?
«Non ne sarei entusiasta. L’immagine che Cutrone ha dato di sé è ancora migliore rispetto al suo rendimento che non è stato felice dopo il suo abbrivio al Milan. In Inghilterra non ha convinto, ma è anche vero che ha tutto il tempo e le potenzialità per migliorare, anche se adesso i numeri non sono della sua».
Non si convincerebbe neanche se Pozzo facesse un investimento importante?
«È una cosa che difficilmente fa, ma è logico che se ti esplode hai vinto la scommessa».
Altri reparti da rinforzare nell’Udinese?
«Secondo me la squadra raggiungerà l’obiettivo, quindi è inutile sconvolgere tutto. Ripeto, io non avrei ceduto Lasagna, sia pur per i dieci milioni che sono meno di quelli che i Pozzo chiedevano per lui in estate, e che con i tempi che corrono non si buttano via».
Perché Walace è così stimato sul mercato?
«È apprezzabile per il rendimento in campo unito alla personalità».
Deluso dal girone di andata dell’Udinese?
«Relativamente. Mi ero illuso che potessero guardare oltre il loro naso, verso l’Europa, ma devo dire che la squadra mi ha convinto, a cominciare dall’allenatore che reputo ottimo e serio. Mi piace il suo modo molto misurato e originale di parlare di calcio, moderato anche nei toni e imperturbabile. Poi è logico che con Pussetto e Okaka sarebbe stata un’altra Udinese».
Guardando altrove, invece?
«Non mi esalta il colpo Mandzukic. Il Milan ha azzeccato molti giovani e avrei preferito avesse continuato su questa falsa riga. La Juve non mi convince. Per lo scudetto se la giocheranno Milan, Inter e Atalanta, mentre per la salvezza il Genoa ha sprintato con Ballardini e il Benevento ha preso l’abbrivio giusto».
Domenica c’è Spezia-Udinese...
«Sono contento per Italiano che seguivo professionalmente quando era giocatore. È un uomo equilibrato e poi ha trovato dei giocatori sul mercato come Nzola che è andato oltre il rendimento».