Ricoveri, in provincia di Treviso un nuovo record. L’Usl a caccia di 70 letti per malati Covid
TREVISO. Si aggrava la situazione negli ospedali trevigiani: i ricoveri a causa del coronavirus salgono a quota 568, mai così tanti, 25 in più nelle ultime 24 ore e 58 da Natale a oggi. Un trend allarmante in qualche modo anticipato dall’esperienza sul campo dei professionisti del 118, che negli ultimi giorni hanno ricevuto una mole di telefonate da pazienti Covid a domicilio molto superiore alla media delle scorse settimane.
A questo punto l’Usl deve correre ai ripari e trovare nuovi letti, ma la coperta è corta: prima di ampliare l’offerta di posti, è necessario che entrino in servizio gli infermieri assunti con il concorsone. Il dg Francesco Benazzi ha individuato la possibilità di aumentare la dotazione del San Camillo (50 posti in più) e del Ca’ Foncello (altri 20) non appena arriveranno i neoassunti, indicativamente a gennaio anche se non c’è ancora una data precisa.
La situazione
Il trend dei ricoveri, stabile per settimane attorno a quota 500, ha subito un’improvvisa accelerazione a ridosso di Natale, superando di molto anche il picco della scorsa primavera. I 568 pazienti trevigiani sono così suddivisi: 46 in terapia intensiva (dotazione massima 90 posti, ma non ci sono solo i malati Covid), 52 negli ospedali di comunità di Treviso e Vittorio Veneto, 470 nei reparti degli altri ospedali dell’Usl 2. Tre nosocomi, in particolare, sono sopra quota cento: Vittorio Veneto (127, più 10 in terapia intensiva), Ca’ Foncello (100 più 26) e Montebelluna (105 più 3). In più c’è anche l’ospedale di Valdobbiadene, che è operativo da fine novembre con una trentina di ricoverati ma non viene conteggiato nei bollettini ufficiali della regione.
La disponibilità massima di posti? L’ultimo piano dell’azienda sanitaria parlava di 635 letti in area non critica, l’attuale occupazione supera quindi l’80 per cento dei letti destinati ai malati Covid, ma si tratta di un piano “sulla carta” perché per far funzionare i posti in più servono medici, oss e infermieri. Che, come denunciato dalle forze sociali, al momento non ci sono. Situazione analoga per le terapie intensive: eventuali posti in più saranno attivabili solo con l’arrivo di altri professionisti.
Il piano
L’Usl, quindi, punta tutto sulle nuove assunzioni scattate grazie al concorsone regionale di Azienda Zero, che dovrebbero “regalare” alla Marca un contingente di un centinaio di infermieri in più. Quando? In questi giorni, salvo sorprese. «Con l’arrivo dei nuovi infermieri, grazie al concorso, andremo ad attivare altri 20 letti ordinari Covid a Treviso, più altri 50 al San Camillo» ha sottolineato ieri il dg Francesco Benazzi. Si è sempre parlato di inizio gennaio, l’attesa non dovrebbe essere lunga. Il personale sanitario intanto è costretto agli straordinari e dovrà stringere i denti ancora per qualche settimana: mai la rete ospedaliera trevigiana si era trovata sotto una tale pressione. —
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