Valchiusa e Ivrea, l'Asl sospende le autorizzazioni al Residence e alla Saudino
VALCHIUSA. Revoca dell’accreditamento all’Asl/To4 e sospensione dell’autorizzazione. È un macigno quello caduto il 23 dicembre sul Residence della Valchiusella, che ospita attualmente 57 persone e si occupa di assistenza in senso largo: dagli anziani autosufficienti a quelli non autosufficienti, fino alla comunità psichiatrica. Il motivo del provvedimento non è affatto chiaro nella delibera pubblicata dall’Asl/To4, che cita tutta una serie di documenti allegati che non sono stati resi pubblici.
Quel che è sicuro è che si fa riferimento «alle note trasmesse dalla prefettura della provincia di Torino nonché alla visita ispettiva effettuata» l’11 dicembre 2020 dalla Commissione di vigilanza dell’Asl «congiuntamente al Nas dei carabinieri di Torino». Luca De Palma, direttore amministrativo de “Il residence” spiega di non aver «ricevuto a domenica 27 dicembre, alcuna comunicazione formale dall’Asl/To4, ma di aver appreso oggi la notizia della pubblicazione della delibera. Ci stiamo muovendo, faremo richiesta di esercizio dell’autotutela con una comunicazione all’Asl. E qualora non bastasse andremo avanti con il Tar. Perché la Commissione di vigilanza non ha evidenziato alcuna carenza nella gestione del Covid».
Al momento, dunque, i 57 ospiti restano in struttura. La sospensione del titolo autorizzativo è arrivata anche per la Saudino di Ivrea, una struttura pubblica gestita dalla società Cm Service. Nella delibera si parla di «una situazione ben lontana dal trovare una rapida risoluzione» e «di una precaria garanzia di sicurezza sia per gli operatori che per gli ospiti», riguardante «l’articolo 11 del capitolato speciale d’appalto», che concerne delle manutenzioni che, secondo l’Asl, sono da considerarsi a carico dell’aggiudicatario dell’appalto, ovvero Cm Service. Si rileva anche l’assenza di un Certificato di prevenzioni incendi (Cpi/Scia) rilasciato dai vigili del fuoco.
Un altro provvedimento ha raggiunto la casa famiglia Raggio di Sole di Castelrosso. Qui la delibera ordina al rappresentante legale di collaborare entro 15 giorni «al trasferimento degli ospiti indicati nel citato verbale della commissione di vigilanza del 15 dicembre 2020, in altre strutture». Anche qui, si tratta di un verbale non pubblicato.