La toponomastica di una volta rivive grazie al lavoro di Marisa Strozzi
Bibbiano. Marisa Strozzi, nata alla Fossa di Bibbiano nel 1950, ha prodotto a mano un documento di grande importanza storica bibbianese “Al poster Bibien”, una sorta di Stele di Rosetta dove ha unito l’amore per il proprio paese e quello per il dialetto.La lingua italiana è la madre delle centinaia dialetti sparsi in giro per la penisola e sappiamo anche che con il passare del tempo questi ultimi tendono a sparire sempre di più, perché sempre meno praticati dalle nuove generazioni. E questo che ha spinto Marisa Strozzi a trascrivere un documento mappale a mano, dove con tantissima pazienza chiama per nome angoli e vincoli del paese come si chiamavano una volta, in dialetto.
Ad esempio: “al boreg” é l’attuale via Venturi, “la Marmasa” è via Carso e così via. Ma in lei non c’è solo l’amore per il paese e il dialetto: all’età di 70 anni è sempre più impegnata assieme ad altre donne bibbianesi in ogni festa, leggendo poesie e storie in dialetto ai giovani. Come è tutt’ora impegnata nel tramandare gli antichi mestieri sempre attiva nella “Comunitè dal Croj” e del consorzio Ars Canusina dove insegnanano ai giovani come ricamare, tesare la lana come una volta.
Marisa Strozzi che è un fiume in piena di energie, l’anno scorso ha scritto anche un libro che ha chiamato: “Da la Fosà ed Bibien - Al crosil - con la sò ginta e al sò cà” in dialetto bibbianese.La sua curiosità è cresciuta ancora di più quando l’anno scorso è stato ritrovato un antico documento che narrava di Bibbiano dicendo: «Non è facile datare l’origine di Bibbiano, le tracce della prima presenza umana di cacciatori-raccoglitori (fondi di capanne, resti ceramici, copiosi manufatti silicei) risalgono ad epoca compresa tra il Paleolitico Inferiore e il Neolitico. La lunga permanenza gallica é testimoniata da reperti dell’Età del Ferro e dalle inflessioni celtiche (siamo nel 300 a.c.) rimaste nel dialetto bibbianese locale». La storia insegna che un paese vive non dimenticando mai il suo passato, questo anche grazie alle rezdore come Marisa Strozzi.