È morta suor Eleonora "Schumi", la religiosa che aveva scritto a Montezemolo e guidava la Ferrari: era positiva al Covid-19
GEMONA. È morta suor Eleonora "Schumi", quattordicesima vittima settimane nel convento delle suore del Sacro Cuore.
Si tratta di suor Eleonora Fontana, mancata domenica pomeriggio all'età di 72 anni all'ospedale Cattinara di Trieste dove era stata portata dal convento di Gemona, per l'aggravarsi delle sue condizioni di salute dopo aver contratto il coronavirus: «Purtroppo - ha raccontato affranta suor Stefania della direzione del convento - speravamo tornasse, perché da San Daniele era stata portata a Trieste pensando di poterla salvare con le macchine di quell'ospedale. Suor Eleonora era una persona gioiosa, sempre a disposizione di tutti». Originaria di Sevegliano di Bagnaria Arsa, suor Eleonora Fontana aveva festeggiato quest'anno i suoi 50 anni di impegno costante nella Congregazione delle Suore Missionarie del Sacro Cuore.
Le pagine social di Gemona si sono riempite di cordoglio da parte delle tante persone che l'hanno conosciuta e apprezzata per la sua bontà e per le sue passioni, a cominciare da quella per la Ferrari, tanto che la chiamavano suor "Schumi": «Abbiamo avuto modo - racconta Pierluigi Sindici dell'associazione Il Loggione - di entrare in contatto con le suore e con Eleonora perché organizzavamo da loro spettacoli di musica lirica, e loro sono sempre state ospitali nei nostri confronti.
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Con Eleonora era rimasta un'amicizia: lei amava e seguiva la Ferrari e in convento aveva organizzato anche un piccolo museo con pezzi storici dell'auto». Il biglietto da visita di suor Eleonora ritraeva lei con addosso la tuta della Ferrari: aveva scritto a Luca Cordero di Montezemolo per averla dopo aver anche visitato Maranello. A Gemona, tra le tante persone legate a suor Eleonora, c'è Bruno Copetti che nel febbraio del 1998 le permise di guidare la sua Ferrari: «Me lo aveva chiesto tramite amici - ricorda Copetti - e poiché ci teneva molto, acconsentii senza problemi. Arrivammo fino a Resiutta percorrendo la statale e quando tornai indietro, lei mi chiese di passare al volante. Io accettai. Arrivammo allo svincolo di Carnia dove lei suonò il clacson e salutò una pattuglia della Guardia di Finanza. Quest'ultima, dopo averci seguiti fino a Venzone, ci fece accostare.
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Giunto al finestrino uno dei due agenti salutò la suora al volante, e giratosi verso il suo collega gli disse: "Ti avevo detto che c'era un suora al volante della Ferrari. Ora mi devi un bicchiere!"».
Da quel giorno, sono passati 22 anni ma fra Eleonora e la famiglia di Copetti l'amicizia è rimasta molto forte: «L'abbiamo sentita via messaggio - raccontano Bruno e la moglie Franca - fino all'8 dicembre. Lei ha sempre pregato per noi, e non lo abbiamo fatto per lei». Un altro duro colpo per il convento delle suore di Gemona, dove suor Eleonora appendeva le bandierine della Ferrari alle finestre, un tempo, quando vinceva Schumacher. Nel convento sono mancate già 15 sorelle in queste settimane: al momento si spera la situazione continui a migliorare con la negativizzazione al virus di molte di loro in corso. I funerali di suor Eleonora Fontana non sono stati ancora fissati.