Dopo un mese e mezzo di nuovo insieme per mezz'ora: la storia di Nilla e Gino, sposati da 50 anni e divisi dal Covid
SACILE. Il coronavirus li ha divisi ma l’amore vince su tutto a Sacile e ha riunito Nilla e Gino nel reparto Covid-19. «Un momento di grande commozione – hanno raccontato nel polo sanitario in via Ettoreo –. Non vediamo l’ora di riabbracciare nipoti, figlio, nuora e tutti i parenti».
La “casa provvisoria” di Gino e Nilla è diventato l’ospedale e gli operatori sanitari hanno fatto il miracolo e li hanno riuniti nel padiglione Ruffo. Nilla a quota 78 anni ha rivisto il suo Gino che conta 84 primavere: erano separati da un mese dopo mezzo secolo passato fianco a fianco.
«Una coppia straordinaria – hanno commentato i sanitari – e le condizioni del contagio hanno permesso un incontro di trenta minuti. Mascherina, distanziamento sociale di due metri con la voglia di stare insieme per un po’, nell’attesa del tampone negativo per tutti e due».
Uniti per mezz’ora: è quello che basta per combattere la malattia uno accanto all’altra, in camere separate nel reparto Covid-19. «È stato un momento prezioso per tutti – ha riferito Nilla –. Abbiamo passato tanti giorni lontani e non vediamo l’ora di tornare a casa, guariti e felici».
La coppia era stata trasferita dal reparto di Pordenone a quello liventino, dedicato alle cure di media intensità per i contagiati dal coronavirus. Al loro arrivo nel polo ospedaliero in via Ettoreo sono stati separati in due camere diverse, ma Nilla e Gino hanno raccontato la loro storia agli operatori sociosanitari, agli infermieri del reparto coordinato dal dottor Piero Casarin, un medico in pensione che ha rimesso il camice per occuparsi del reparto ospitato nel padiglione Ruffo. «Siamo una famiglia allargata nella “bolla Covid-19” – hanno detto i sanitari – e cerchiamo di attivare le cure del corpo e anche quelle dell’anima. Come dice il motto: Dio li ha uniti e nessuno divida Nilla e Gino».
Pochi passi di distanza nel corridoio del reparto per riunire la coppia e il corto circuito dei sentimenti è quella che fa bene il cuore, di tutti. «Condividere la sofferenza, le paure, la gioia di rivedersi è importante – hanno aggiuntogli operatori sanitari –. Ci occupiamo dei 18 pazienti contagiati e condividiamo i loro sentimenti».
Trenta minuti possono essere il toccasana, vissuti insieme all’umanità di quelli che combattono il coronavirus nella trincea del reparto di Sacile. «L’amore vince su tutto e con l’amore si può sbaragliare anche la malattia – hanno concluso in reparto –. Gino e Nilla stati ricoverati affetti dal Covid-19 e la loro casa è diventata l’ospedale: la loro storia è quella di tante coppie prese a tradimento dal coronavirus. Si sono trovati a condividere questa brutta disavventura, imprevista e negli anni della terza età. Divisi e poi riuniti dagli “angeli” con la tuta bianca, i guanti e visiera nel reparto dove Nilla e Gino passano le feste di fine 2020.
«Grazie – ha detto ancora la coppia – agli opreratori sanitari per la grande sorpresa che ci hanno donato e che conoscono bene quello che conta per noi». Quello che conta è di non sentirsi soli.